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Uriah Heep – Recensione: Sea Of Light (Reissue)

“Sea Of Light” torna alla luce grazie alla Cherry Red Records che ripresenta questo capolavoro degli Uriah Heep, originalmente uscito nel 1995, in veste remasterizzata e con ben tre bonus track che comprendono la versione edita quale singolo della dolcissima ballad “Dream On”.

Altri particolari relativi alla release sono ad esempio il booklet che non presenta i testi bensì un approfondito saggio (scritto nel 2012) del giornalista Malcom Dome sul CD, supportato da nuove interviste ai membri della band.

Iniziando a descrivere il disco partiamo con il sottolineare che l’artwork è affidato (per la terza volta nella carriera degli inglesi) al mitico Rogen Dean, autore di innumerevoli copertine di tante band prog (da Yes agli Asia, tanto per nominarne un paio) che l’hanno reso leggendario negli anni ‘70; questa scelta non è stata un caso in quanto gli Uriah Heep con “Sea Of Light” tornano in parte al sound dei seventies abbandonando sperimentazioni e divagazioni. In questo CD troverete del sano e robusto hard rock che in alcuni casi sconfina in un elegante AOR ed in altri riprende il gusto prog che ha sempre contraddistinto Box e compagni.

Forse la canzone più bella del lotto è proprio l’opener “Against The Odds”, sei minuti di hard rock variegato ed elaborato che non manca di colpire per il gusto retrò che ben si sposa all’impatto più moderno delle chitarre di Box ed al pulsante basso di Bolder. Grandioso ed epico il coro che segue il refrain per non parlare dello stupendo intreccio di strumenti, compresso l’hammond di Lanzon, nelle parti strumentali!

In realtà fra i dodici pezzi di “Sea Of Light” c’è solo l’imbarazzo della scelta perché le track di notevole valore sono davvero numerose. Citiamo innanzitutto la meravigliosa “Mistress Of All Time”, pezzo che parte già nel migliore dei modi con le parti di tastiera colme di enfasi di Lanzon e sfocia poi in un hard rock lento ed elaborato in cui sono protagoniste la chitarra acustica di Box ed anche l’interpretazione al microfono di Bernie Shaw… brano davvero magico.

Traccia convincente e un po’ più hard rock moderno è “Fear Of Falling”, cantata e scritta dal bassista Trevor Bolder; il pezzo si presenta con una notevole dinamicità a livello ritmico e pone sugli scudi sia il bassista che il batterista Kerslake.

Altri brani di hard rock dalle tinte epiche e con aperture melodiche grandiose sono poi anche “Spirit Of Freedom” ed il pulsante “Logical Progression”. Il lato più rock ed easy listening è rappresentato da track quali “Sweet Sugar” e “Time Of Revelation”, canzoni che ascolterete e vi conquisteranno subito.

Aggiungiamo che tutti i brani hanno un sottotitolo che indica le tematiche dei testi, sempre profonde e mai superficiali.

Indubbiamente un album da avere.

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