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ScreaMachine – Recensione: ScreaMachine

L’omonimo debutto degli ScreaMachine è un’opera prima, ma i musicisti che compongono la band non sono certo dei novellini. Tra le fila della formazione capitolina compaiono infatti membri di Stormlord e Kaledon, realtà ormai affermate sulla scena nazionale con decenni di storia alle spalle. Da un’idea di Francesco Bucci, bassista in forza appunto agli Stormlord, ecco allora che i nostri si uniscono per dar vita a una rovente colata di acciaio fuso.

Il primo disco del quintetto è un brillante esempio di classicissimo heavy metal, solido e massiccio. I principali richiami sono ai Judas Priest più coriacei (quelli del periodo che va da “Painkiller” agli album con Ripper Owens alla voce, per intenderci) e agli Accept.

Si ascoltino ad esempio le iniziali “Demondome”, “The Metal Monster” e “The Human God” o l’anthemica “Mistress Of Disaster” per averne subito la riprova. Tra questi solchi rocciosi, che si concludono con la sparata e solare “Scream Machine”, non c’è spazio nemmeno per una ballad. Un’ultima menzione la merita il maestoso mid-tempo “Wisdom Of The Ages”, che vede come ospiti speciali niente meno che Steve Di Giorgio e il cantante dei Firewind Herbie Langhans.

Bell’esordio nell’ambito della tradizione per questa nuova band italiana, insomma. Almeno un passaggio di “ScreaMachine” ci sentiamo di consigliarlo con sicurezza a tutti gli appassionati delle sonorità sopra citate.

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