Bullet For My Valentine – Recensione: Scream Aim Fire

Quanto ci fanno incazzare i Bullet For My Valentine…e come loro tante band come Trivium, Avenged Sevenfold, ecc…Ok i ragazzi sono giovani e si devono ancora “formare” però dato che scriviamo per un portale chiaramente votato al metal (sia nella sua accezione classica che in quella moderna) ci piacerebbe che la band di Matt Tuck virasse in maniera definitiva verso un sound più robusto e thrashy…come si capta da alcuni stacchi di chitarra (la title track, “Waking the Demon” o “Take It Out On Me”ci hanno addirittura ricordato qualcosa dei Kreator vecchia maniera) invece di annacquare la propria proposta di coretti emo che arrivati ormai al 2008 hanno definitivamente stufato (“Hearts Burst Into Fire” è veramente un pezzo pessimo)! Inutile girare intorno ad una questione ormai nota a tutti: le band appartenenti al calderone metalcore (da quelle più pesanti a quelle più melodiche) piacciono in generale ad una fetta di audience sempre più vasta e mainstream mentre buona parte dei metal fan le odiano sempre più…e la band gallese rientra in questa categoria. Forti di un songwriting decisamente più inquadrato i Bullet For My Valentine hanno purtroppo deciso di muoversi su un terreno che tutti speravamo evitassero…ovvero un ammorbidimento generale (nonostante buona parte della critica abbia ravvisato addirittura un indurimento che semmai è solo “sonoro”!?!) sia nelle vocals che nelle hooklines, che ci fa dimenticare all’istante una pur ottima produzione (anche se molto standardizzata) e ci costringe a rilegare “Scream Aim Fire” nel settore “avrei voluto…ma proprio non potevo”!

Voto recensore
5
Etichetta: Sony

Anno: 2008

Tracklist:

01. Scream Aim Fire

02. Eye Of The Storm

03. Hearts Burst Into Fire

04. Waking The Demon

05. Disappear

06. Deliver Us From Evil

07. Take It Out On Me

08. Say Goodbye

09. End Of Days

10. Last To Know

11. Forever And Always


alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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