Turbonegro – Recensione: Scandinavian Leather

I dissidi religiosi all’interno della band si sono spenti. Ecco, quindi, che i tempi sono maturi per Turbonegro e per tornare da Oslo a fare del sano casino in giro per il Mondo. Una reunion, vediamo come va, ok, concerti buoni, gente tanta, ristampe dei classici ed ecco il nuovo “billabong” pronto ad esplodervi, come si usa dire dalle loro parti, sotto il culo. ‘Scandianvian Leather’ non è, in sé, un disco eccezionale. Diventa eccezionale perché sono i Turbonegro, perché si portano dietro le rinnovate leggende metropolitane, i grizzly impazziti e la grandissima presa per i fondelli secondo la quale oggi sarebbero tutti neuralmente a posto. La cosa passa, una volta che si vedono le fotografie inserite nel libretto del cd. E forse proprio per questo ‘Scandinavian Leather’ ha ragione di esistere. Perché troppa poca gente, sino ad oggi, si è divertita con i Turbonegro, troppa poca gente ha tributato loro il giusto trionfo, troppa poca gente non ha fatto in tempo a cogliere il “vibe”. ‘Gimme Some’ è qualcosa che rimane, nelle autoradio delle lattine lanciate a velocità folli sulle autostrade e con ‘Turbonegro Must Be Destroyed’ rilancia il filo doppio con ‘Ass Cobra’ nella vena più punk del gruppo. Ecco che inizieranno a fioccare le accuse di “commercializzazione” le frasi che contengono, sparse a caso, le parole “i Turbonegro si sono venduti”. Certo, se il vendersi è coniugare la follia con gli umori di Dictators e Motley Crue come in ‘I want Everything’ allora ben vengano. Il resto delle polemiche lo lasciamo volentieri ai sottuttini ed ai detrattori capitati da queste parti per caso. Ignoranti, sudati e lerci, eccoli di nuovo all’opera. Riprendono i fili interrotti di ‘Apocalypse Dudes’ e li annodano alla meno peggio, con delle fascette in rigorosa pelle, scandinava. Appunto. Nessuna velleità di essere intellettuali, intelligenti o chissà cosa. Semplice divertimento, musica creata appostiamente per muovere il culo e tenere il tempo, per quelle sere un po’ mosce dove gli amici sono piuttosto giù di tono forse per aver abusato di troppo prog metal. Inserite questo cd nel lettore, premete il tasto play e recupererete amici e serata.

Etichetta: Burning Heart / Self

Anno: 2003

Tracklist: The Blizzard OF Flames / Wipe It Til It Bleeds / Gimme Some / Turbonegro Must Be Destroyed / Sell Your Body / Remain Untamed / Turn To Flesh / Fuck The World / Locked Down / I Want Everything / Drenched In Blood / Le Saboteur / Ride With Us

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