Metallus.it

Waysted – Recensione: Save Your Prayers (Reissue)

La vena melodica degli Waysted si fa decisamente accentuata in “Save Your Prayers”, album degli Waysted uscito nel 1986 che strizza l’occhio a sonorità americane come Danny Vaughn, qui al suo debutto prima di dare l’imprimatur ai grandi Tyketto. E proprio nei frangenti che consentono alla sua voce potente e melodica di brillare “Save Your Prayers” convince di più, ponendosi al crocevia fra hard rock e AOR muscolare.

Dopo una partenza ordinaria, “Black & Blue” fa capire esattamente dove la band vuole andare a parare, sensazione che si dilata e diventa consapevolezza nella splendida “Singing To The Night”, un’ariosità unica e la capacità di cavalcare linee melodiche di grande impatto emotivo. L’atmosfera cambia leggermente, ma è sempre di grande efficacia, nella rocciosa “Hell Comes Home”, nella quale ha gran gioco il chitarrista Paul Chapman, anche lui proveniente dagli UFO dove aveva avuto il pesante fardello della sostituzione di Michael Schenker. C’è aria di leggenda in “Hero’s Die Young” e pure nell’urgenza del mid-tempo di “Heaven Tonight”. Il grande sapore melodico si fa sentire intenso anche in “How The West Was Won” e nella chiusura da brividi di “So Long”.

Un grande album, più adatto ai fan dei Tyketto che a quelli degli UFO. Arricchiscono la ristampa la rabbiosa b-side “Fire Under The Wheels” e le versioni alternative di “Black & Blue” e “Heaven Tonight”.

Exit mobile version