Satyricon: “Nemesis Divina” – Intervista a Frost

“Nemesis Divina”, classe 1996, fu un album che mostrò agli appassionati di musica heavy e non soltanto, fin dove un genere guardato con un certo sospetto come il black metal potesse arrivare. Un disco dall’impatto emotivo fortissimo, violento, una cura maniacale nei suoni e negli arrangiamenti. Vent’anni dopo, i Satyricon celebrano il disco con una ristampa che ne ripropone intatto quel feeling glaciale, ma  di un’attualità sorprendente. Kjetil-Vidar Haraldstad, meglio noto come Frost, ci rivela qualche curiosità direttamente da quei tempi e ci dà qualche anticipazione sull’immediato futuro della band.

Conduzione: Tommaso Dainese

Traduzione: Andrea Sacchi

Ciao Frost, per prima cosa grazie dell’intervista e e benvenuto sulle pagine di Metallus.it. Iniziamo a parlare della ristampa di “Nemesis Divina”, cosa vi ha spinti a proporre questa reissue celebrativa?

Vent’anni sono senza dubbio un anniversario importante. “Nemesis Divina” è inoltre considerato una delle pietre miliari del black metal dagli amanti di questa musica ed è il primo disco che mostra il pieno potenziale, l’ambizione e la voglia di conquista dei Satyricon. E’ un album con un valore storico che ci ha dato la possibilità di farci conoscere anche presso un’utenza più ampia e ci è sembrato giusto recuperarlo e proporlo a un pubblico diverso come quello odierno, con una produzione migliore. In un discorso di retrospettiva ci è sembrata la scelta più corretta.

Che cosa avete cambiato dalla versione originale e dal tuo punto di vista quali sono le principali differenze?

Non ci sono delle differenze molto grandi, l’album è stato sottoposto a un processo di rimasterizzazione perchè mantenesse comunque quel feeling “sporco” delle origini. Dal nostro punto di vista la ristampa doveva comunque suonare come molto vicina all’originale perchè non ne perdesse la natura, semplicemente i suoni sono stati migliorati. Sono state sistemate alcune basse frequenze ad esempio, la voce invece è ancora più potente, puoi anche sentire una maggiore pulizia, ma di fatto la rimasterizzazione non doveva cambiare il disco e non lo ha fatto.

Mi sono però stupito del fatto che non abbiate incluso del materiale extra…non ci sono inediti, pezzi live, demos…Non pensi che sarebbe stato interessante per i vostri fans?

No, fondamentalmente crediamo che “Nemesis Divina” sia un album che possieda una certa “totalità” e non sarebbe stato necessario includere dell’altro materiale per non modificare questa sua caratteristica. Crediamo anzi che se avessimo allungato la scaletta, avremmo rovinato il disco rendendolo discontinuo, perchè “Nemesis Divina” è già di per sè una sequenza di suoni, un’esperienza, un viaggio sonoro completo. Non volevamo che questo cambiasse, tutto doveva essere pari all’album originale. Semplicemente ci sembrava la scelta migliore e la più corretta.

Il Cd sarà licenziato come mediabook. Che tipo di materiale potremo trovare sulla release?

Qui avremo invece del materiale extra, ci saranno ad esempio delle note che spiegheranno meglio il lavoro che all’epoca fu fatto durante la composizione e la registrazione di “Nemesis Divina” perchè si possa capire meglio la genesi dell’album. Ci saranno inoltre foto e disegni inediti, oltre a un packaging davvero molto bello e alcuni altri extra.

Torniamo un attimo al 1996. Che ricordi hai della realizzazione dell’album e quali obiettivi vi eravate prefissati a quei tempi?

Ricordo che i lavori furono molto dinamici, le idee parecchie, c’era anche un altro tipo di entusiasmo e procedevamo velocemente. Le nostre doti come songwriters, compositori e soprattutto musicisti si stavano sviluppando e lo facevano a gran velocità. C’era un senso di “potenza” e di grande motivazione, avvertivamo un feeling positivo ogni volta che ci accingevamo a comporre e ci piaceva quello che usciva durante le prove. In quel periodo si era unito alla band anche Ted (Nocturno Culto dei Darkthrone, nda) che abitava vicino a noi e contribuì anch’egli alla realizzazione del disco, oltre alla creazione di questo spirito di forza e comunanza. Si creò subito un mutuo rispetto con lui. Iniziammo a lavorare all’album sul finire del 1994 e quelli erano davvero altri tempi. Quando andavi in sala prova era bello, era un’esperienza, ti divertivi, c’era quel feeling particolare. Lo ricordo come un periodo molto positivo, l’unica cosa forse fu una certa difficoltà nel mettere insieme le canzoni, proprio perchè eravamo cresciuti tanto e lavoravamo velocemente, ma alla fine “Nemesis Divina” riflette al meglio quello che eravamo in quegli anni, come musicisti e come persone.

Il video di “Mother North”è ancora oggi un cult. Che ricordi hai di quando lo avete girato e quali sono le tue impressioni rivedendolo adesso?

“Mother North” è una della canzoni più intense e rappresentative dell’album, il video doveva in qualche modo ricalcarne le sensazioni, doveva essere spettacolare, avere un giusto feeling cinematico che potesse adattarsi alla canzone. Non era facile trovare un regista in Norvegia, qualcuno che potesse aiutarci a realizzare quello che doveva essere un progetto ambizioso. Di sicuro volevamo qualcosa di più di una band che suona nella foresta o di un cantante che sputa fuoco e vomita! Mi rendo conto che visto oggi può apparire molto diverso dai video con grosse produzioni alle spalle a cui siamo abituati, ma in fondo siamo stati dei veri e propri pionieri nel dare un senso “filmico” a un video di black metal, con scene girate sia all’interno che all’esterno. Anche oggi quando lo guardo trovo che da un punto di vista visuale sia assolutamente fantastico.

Ho dato un’occhiata alla setlist che avete di recente proposto ad Oslo, che comprende l’esecuzione intera di “Nemesis Divina”. Quali sono le sfide a cui va incontro un batterista nel suonare in uno show tanto lungo e impegnativo?

Le difficoltà principali sono innazitutto fisiche, bisogna essere al massimo della forma per non avere cedimenti durante una performance di questo tipo e poi ci sono anche sfide di carattere mentale, devi essere concentrato e pronto a buttarti da un certo tipo di feeling a un altro, di canzone in canzone. Da questo punto di vista “Nemesis Divina” è piuttosto particolare. Questo concerto di cui parli poi era diviso in atti e ognuno comunicava delle sensazioni diverse da un punto di vista musicale, per cui devi avere la mente sveglia ed essere pronto a saltare da una sensazione a un’altra, cosa che può generare parecchia stanchezza mentale. In ogni caso mi sono goduto lo show, mi ha dato una scarica di adrenalina, un grande feeling, una continua interazione tra i Satyricon e il loro pubblico. E’ stato un concerto faticoso ma anche parecchio motivante e ci sentiamo pronti a intraprendere ancora spettacoli di questo tipo.

So che nei prossimi mesi ci saranno altri show di supporto all’anniversario di “Nemesis Divina”. Avremo la possibilità di vedervi anche qui in Italia in Autunno o in Inverno?

Non che io sappia, nei prossimi mesi parteciperemo ad alcuni festival estivi e poi saremo ancora in tour, ma in questo periodo stiamo lavorando anche al nuovo album, come vedi siamo impegnati su parecchi fronti. Temo che per essere sicuri di poter vedere uno dei concerti celebrativi di “Nemesis Divina”, i nostri fan italiani dovranno mettersi in viaggio!

Parlando del nuovo album, a cui state già lavorando da qualche mese, puoi darci qualche anticipazione? Avete già una data di pubblicazione?

Abbiamo già jammato su parecchio materiale, ne abbiamo veramente tantissimo questa volta, in parte simile e in parte del tutto differente alle nostre vecchie canzoni. In questo momento stiamo cercando di capire cosa tenere e di mettere insieme dei pezzi per vedere se potranno diventare delle canzoni. Quindi stiamo selezionando alcune cose e le stiamo seguendo per capire come possano crescere, abbiamo preparato anche degli arrangiamenti. Diciamo che per l’estate contiamo di avere delle demo a cui accostare gli arrangiamenti e vedremo quale direzione effettiva potrà prendere questo album. Stiamo lavorando in modo molto dinamico, la creatività è ad alti livelli, il materiale è entusiasmante, diverso. Sia quel che sia sarà un grande album, ne sono sicuro. Non abbiamo ancora una data di pubblicazione, di certo quest’anno continueremo a lavorare e il disco potrebbe uscire nel 2017, probabilmente in Primavera.

Tempo fa si parlava anche di un album di cover. Ci state lavorando ancora o avete abbandonato il progetto?

Sì e no…voglio dire, di sicuro torneremo sul disco di cover perchè è un progetto interessante, ma al momento abbiamo dato priorità al materiale per il nuovo disco. Stiamo vivendo un periodo di grande ispirazione e vogliamo sfruttare al meglio questa fase favorevole e dopo l’uscita del nuovo disco torneremo al progetto cover. Anche in questo caso, andremo quindi all’anno prossimo.

Posso chiederti come sta Satyr dopo i suoi problemi di salute? (ricordiamo che che a Satyr è stato diagnosticato un tumore benigno al cervello ad Ottobre dello scorso anno, nda).

Se ti dicessi che sta davvero bene mentirei, di sicuro le sue condizioni sono molto serie. Però è comunque concentrato sul lavoro che stiamo facendo, entusiasta della creatività della band e la sua salute si rafforza lentamente giorno dopo giorno. Ecco, oggi posso dire che sta certamente meglio rispetto ad alcuni mesi fa, quei terribili momenti non torneranno più.

Grazie Frost, questa era la nostra ultima domanda. Vuoi lasciare un messaggio ai fan italiani dei Satyricon?

Devo ringraziarvi tutti, siamo stati in Italia tante volte, ci siamo divertiti sempre e siamo stati bene con voi. Di sicuro non ci manca la voglia di tornare a suonare nel vostro paese, speriamo di poterlo fare presto.

Satyricon_Nemesis_Divina_Band_LowRes

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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