Satanic North – Recensione: Satanic North

Non posso dire che mi sarei mai aspettato di vedere una piccola parte degli Ensiferum decidere di fare una svolta personale per avviare un progetto black metal, difatti rimasi un po’ sorpreso quando qualche mese fa vidi sul profilo di Petri Lindroos (chitarrista e cantante della band folk) che, dopo essersi aggiunto qualche tempo prima ai Warmen (formazione comandata dall’ ex Children Of Bodom Janne Warmen), si era aggiunto a un’altra band, i Satanic North. Solo successivamente ho capito che in realtà era stato lui, assieme al batterista dei già citati paladini del folk finlandese, a costruire le oscure basi della nuova black metal band. Stando a una breve bio, la registrazione di questo self titled è stata fatta durante l’estate scorsa relativamente in poco tempo, preferendo fare poche registrazioni per mantenere un effetto più crudo e naturale. Durante l’ascolto questo si percepisce a tratti, ma nulla sembra essere stato lasciato al caso, anche se certe scelte possono essere soggettivamente discutibili, ma d’altro canto i nostri non sono esattamente dei novizi e ogni scelta sarà sicuramente stata valutate e decisa rispettando un certo criterio. L’album si rivela essere un concentrato di black metal old school che va esattamente nella direzione opposta rispetto a quanto il genere reso famoso da band come Mayhem, Darkthrone e altri sta facendo negli ultimi anni. Mentre la ricerca dei suoni e della definizione è aumentata (così come la tipologia dei testi che attualmente è rivolta verso lidi più poetici e introspettivi) i nostri, con quest’album omonimo, tornano a ritroso nel tempo e riprendono in mano lo stile compositivo utilizzato agli albori del genere e le tematiche blasfeme (come si poteva già ipotizzare dal nome), quindi non sarà limitato l’utilizzo di “tupa tupa”, accordi minori e linee di chitarra in tremolo picking. Il tutto però è stato ben condito da qualche idea di stampo heavy e una base melodica in vari brani. Con quest’ultima frase, tengo a sottolineare di non aspettarsi nulla di simile ai Dissection. I brani scorrono coinvolgendo l’ascoltatore specialmente grazie, appunto, alle melodie che entrano in testa immediatamente lasciando una propria impronta durante l’ascolto. Per quanto riguarda invece i suoni, i nostri hanno preferito non osare, mantenendo dei toni classici che non esaltano ma nemmeno sono da sminuire, riprendendo però l’idea dell’artista, e questo ci può anche stare. Il compito di realizzare la copertina del disco è stato affidato a Samuli Ponsimaa, chitarrista e disegnatore delle copertine dei Finntroll, che ha fatto a mio avviso un gran bel lavoro, racchiudendo l’essenza dei Satanic North in un artwork in bianco e nero che ritrae Lucifero seduto sul suo trono. Tra i brani ascoltati ho apprezzato particolarmente “Kohti Kuolemaa”, pezzo tutto in lingua madre (finlandese), che presenta un bel cambio di atmosfera e con un finale malinconico scandito dall’armonizzazione delle linee di chitarra. Oltre a questo, hanno lasciato un segno i campanacci di “Vultures”, non originalissimi, ma che hanno contraddistinto la canzone, e la cattiveria di “Wolf”, che tra l’altro di cose presenta un assolo di basso, una scelta che non mi sarei esattamente aspettato di sentire.

I Satanic North escono dunque allo scoperto con un album carino ma che poco ha da aggiungere al genere. Se però non siete avidi ricercatori dell’ultima novità e ascoltereste con piacere musica nuova che guarda al passato, allora questo disco potrà piacervi. D’altronde questo era lo scopo della band con la creazione di questo lavoro e il giudizio finale spetterà poi al pubblico che deciderà se la malinconia del passato può ancora vincere sull’innovazione moderna. 

Etichetta: Reaper Entertainment

Anno: 2024

Tracklist: 01- War 02- Arise 03- Village 04- Hatred and Blasphemy 05- F- our Demons 06- Behind the Inverted Cross 07- Vultures 08- Wolf 9- Kohti Kuolemaa 10- Satanic North
Sito Web: https://www.facebook.com/profile.php?id=100078274575195

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