Samael: Live Report della data di Roma

Pubblico scarso, questa è la prima impressione. Sarà stato per la partita, sarà stato per il concerto di Lanegan, sarà stato per il freddo o sarà stato per l’assenza di spade, corazze, satanassi, draghi, stregoni, demoni, croci rovesciate o altro stereotipo a scelta.

Qualunque sia stato il motivo, i Flowing Tears salgono sul palco con grinta ed un buon suono. Il pubblico applaude ma non partecipa più di tanto, l’ingombrante Helen Vogt (incredibile la magia che un truccatore e un grafico possono creare per un booklet di cd!) ce la mette tutta, ringrazia il pubblico per non essere andato allo stadio e riceve in cambio un “Francesco Totti!!!” urlato a squarciagola. Il gruppo ci è sembrato affiatato, preparato e ben disposto, praticamente nessuna sbavatura. I brani riproposti fedelmente a come li conosciamo su disco ed alla fine la loro miscela di rock wave, pop e metallo convince anche dal vivo. Unico neo, il dubbio gusto di giocare su effetti scenici degni del peggior video anni 80, con ventilatori, occhi truccati, magliette con teschi di pailletes e movenze da delirio del chitarrista.

Brevissimo cambio di palco, calano le luci e parte un’introduzione, assieme ad una bella nuvola di ghiaccio secco. I Samael del 2004 non sono più un band gelida. Oggi i Samael, consapevoli della raggiunta maturità artistica, si crogiolano al calore del sole del ‘regno della luce’. Il sound è rock, di quello caldo, e il senso di calore non viene minimamente stemperato dalla drum machine e dagli altri marchingegni del folletto Xy. Una performance ammirevole, che molto deve al carisma di un Vorph, i cui gesti, di essenzialità quasi sciamanica, si fondono perfettamente con affascinanti proiezioni sullo schermo alle spalle della band. La scaletta si dimostra eccellente, attingendo dal presente e dal passato (anche remoto) della band, ascoltare l’esecuzione, impeccabile, di ‘Rain’, ‘Baphometh Throne’, ‘On Earth’, ‘The Cross’, ‘Jupiterian Vibe’, ‘Nautilus And Zeppelin’ e ‘Black Trip’ tutte nello stesso concerto può essere un’esperienza. Il concerto ci lascia pienamente soddisfatti, mostrandoci i Samael sotto una luce nuova. La dimensione live fa assumere alla band una fisionomia diversa, ciò che su disco suona distaccato e impersonale, sul palco assume forma e colori.

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