Sadus: Live Report della data di Roma

Ci sono musicisti che trascendono dal loro ruolo all’interno di uno o più gruppi e diventano qualcosa di diverso, di – in un qualche modo – superiore. Steve DiGiorgio è, ormai, uno di questi.

Dopo mille collaborazioni con il meglio del gotha del metal mondiale, sbarca a Roma con il progetto natio e, praticamente da solo, a giudicare dall’insolita distribuzione dei presenti sotto il palco, riesce a calamitare l’attenzione di un pubblico comunque troppo sparuto per la qualità dello spettacolo offerto.

Aprono due gruppi locali, i Last Mistake, con un prog-metal troppo debitore dei pilastri del genere e penalizzati da un cantante non sempre all’altezza, ed i VII Arcano, più indirizzati su un Death Metal roccioso e grintoso, ma privo di spunti originali.

Due set comunque in grado di stemperare l’attesa degli headliner della serata, i californiani Sadus che si presentano nella classica formazione a tre, anche se si capisce subito che l’attenzione generale sarà comunque rivolta ad uno solo dei musicisti sul palco. Ciò non toglie però il buonumore all’altro frontman Darren Travis che non smette mai di incitare la folla, accatastare un riff sull’altro, senza mai smettere di sbattersi da una parte all’altra del palco.

Il contenuto musicale non lascia certo a desiderare: la band è precisa, forse un po’ troppo statica, ma comunque mai sotto tono. Le canzoni pescate da tutto il repertorio, demo compresi, assumono nella veste live – complice un DiGiorgio assolutamente inarrivabile – una luce, se possibile, ancora migliore. ‘Through The Eyes Of Greed’, ‘Aggression’, ‘Crutch’ scorrono via e la band trova anche il tempo e il modo di presentare un pezzo dal prossimo album: ‘Sick’. Un concentrato di ritmiche thrash e stacchi improvvisi con, ovviamente, il basso in primissimo piano.

La nota positiva arriva dalla costante e crescente partecipazione del pubblico e della band che sembra divertirsi non poco, complice anche l’entusiasmo delle prime righe. Si arriva così al trittico finale – ‘Sadus Attack’, ‘The Wake’ e ‘Facelift’ – con successivo salto di Travis sul, e poi fra il, pubblico. Finalmente tutto per lui.

A giudicare dalle facce, almeno questa volta, nessuna delusione.

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