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Sadist: “Hyaena” – Intervista a Trevor

Forti del nuovo CD “Hyaena” da poco sul mercato, abbiamo raggiunto i Sadist, un nome che vuol dire garanzia assicurata per chi segue il metal estremo in Italia: un gruppo che attraverso gli anni è riuscito sempre a stupire per la freschezza e la lucidità delle idee che, evolvendosi album dopo album, hanno portato a questo nuovo prodotto. Abbiamo raggiunto il cantante Trevor e ne è scaturita questa chiacchierata che si può leggere di seguito.

Ciao e benvenuti su Metallus! Come va?

Intanto grazie a tutta la redazione di Metallus, per questo spazio. Siamo emozionati e soddisfatti, il 16 ottobre, è uscito, via Scarlet Records il nostro nuovo album Hyaena. Dopo aver lavorato sodo e per mesi, era il momento di condividere con tutti la nostra musica. Hyaena è un disco, a cui abbiamo dedicato parecchio tempo, inutile dire che in questo momento siamo stanchi, ma felici di poter, finalmente toccare i nostri sacrifici con mano.

“Hyaena” è fuori, dopo 5 anni da “Season In Silence”: cosa è successo in questo periodo di tempo ai Sadist?

La promozione a seguito di Season in Silence, specie in sede live, è durata tre anni pieni, ci siamo trovati a fine 2013 in un attimo. Abbiamo fatto due tour europei, molti festival in Europa e un paio di tour indipendenti nel nostro paese. Sarebbe stato impensabile avere la testa fresca, anche per scrivere nuovo, fare troppe cose contemporaneamente non è producente, specie quando si parla di arte, bisogna avere la testa fresca. Una volta chiuso con il live, ci siamo dedicati a scrivere nuove idee, questo, ad inizio 2014, a fine anno stesso, quando la stesura dei brani era in fase di definizione ci siamo chiusi nei Nadir Music Studios e abbiamo dato il via alle registrazioni di Hyaena, da Dicembre 2014 a Maggio 2015.

Il tema centrale è l’Africa, dalla collaborazione col percussionista Jean N’Diaye, ai colori della copertina di Luca Orecchia al booklet di Manuel Del Bono: perché questa scelta e ci puoi dire brevemente qualcosa riguardo queste collaborazioni?

Avevamo bisogno di qualcuno che conoscesse molto bene il sound mediterraneo, per questo ci siamo avvalsi di Jean.

Si tratta di un grande artista, nella sua carriera vanta importanti collaborazioni. E’ un percussionista eccezionale, con il ritmo nel sangue, stiamo valutando seriamente di portarlo con noi anche in sede live, vogliamo offrire al nostro pubblico uno show di tutto rispetto, un grande spettacolo. L’apporto di Jean è stato molto importante, le sue parti hanno arricchito buona parte del disco, lavorare con lui è stata una bella esperienza, ha capito subito quello che stavamo cercando.

L’artwork, invece, è frutto di Luca Orecchia, un pittore molto stimato. Dopo aver spiegato al maestro le nostre idee e intenzioni, ha presentato noi le tele, siamo rimasti parecchio colpiti dal suo lavoro, anche lui, ha percepito subito cosa stavamo cercando. Un connubio perfetto: concept album, musica, artwork.

Devo fare i complimenti anche a Manuel Del Bono, che ha curato l’impaginazione grafica in maniera impeccabile. Siamo molto soddisfatti del lavoro grafico, volevamo qualcosa che si discostasse dalle consuete cose di tutti i giorni e grazie al lavoro di entrambi ci siamo riusciti pienamente.

E’ un CD 100% Sadist, tecnico, progressive, death, spigoloso e melodico allo stesso tempo: come è stato l’approccio compositivo e in sede di registrazione per questo “Hyaena” e quando avete cominciato la sua gestazione?

Hyaena è un album che, come giustamente hai anticipato racchiude tutte le sonorità, che da sempre caratterizzano il nostro sound. La matrice rimanda al Techno Death Metal, ma all’interno ci sono diverse contaminazioni, etno, tribali, da una parte, prog, dall’altra.

Quanto alla gestazione, dopo aver deciso di sospendere il tour di supporto a Season in Silence, ci siamo concentrati sulla stesura del nuovo materiale, da subito la percezione è stata quella che il nuovo materiale era ricco di sfumature, ma in tutta onestà non ci siamo posti troppe domande, le idee ci piacevano e abbiamo deciso di svilupparle.

Una cosa è certa, mettere al mondo un figlio, forse è più semplice e veloce.

Quali sono le canzoni più rappresentative e perché, sia dal punto di vista musicale che dei testi (visto che le leggende e i racconti tribali sono parte principale di questo CD)?

Personalmente, sono molto legato a “The Lonely Mountain” e “The Devil Riding The Evil Steed”. La prima, che è anche la canzone scelta per il videoclip di lancio, riassume le gesta naturali e brutali di un clan di iene, nel divorare prima il cucciolo di gnu, ancora nel ventre materno e, successivamente chiudere il pasto con la madre, mentre “The Devil…” è una leggenda, dove i nativi zambesi, nella notte, vedono la iena cavalcata dal diavolo, solo male e orrore al villaggio.

Avete intenzione di fare qualche tour promozionale e, a parte ciò, cosa bolle in pentola per l’immediato futuro dei Sadist?

TREVOR: Al momento ci stiamo preparando al meglio, a breve, infatti, inizieremo il live-tour di supporto a Hyaena. Vogliamo offrire al nostro pubblico un grande spettacolo, musicalmente e scenograficamente, indi per cui necessitiamo di certosina preparazione.

Insieme al nostro management e alla nostra agenzia (Live Nation), stiamo schedulando le prime date, sia nel nostro paese, che all’estero. Abbiamo avuto anche un paio di proposte, per tour in Europa, stiamo cercando di capire cosa sia meglio. Infine, c’è già movimento anche per quel che concerne i prossimi festival estivi, come si suol dire, c’è parecchia carne al fuoco.

Cosa è cambiato in Italia per la musica “estrema” dal vostro esordio ad oggi?

Siamo ormai dei vecchietti, molte cose sono cambiate. Era tutto diverso, non voglio dire meglio o peggio, come sempre ci sono i pro e i contro. Una sola cosa è rimasta invariata, la poca attenzione verso il nostro genere da parte dei media più blasonati, poco importa, il popolo Metal cammina con le proprie gambe, senza l’aiuto di nessuno!

Come pensate sia stata l’evoluzione del gruppo in questi anni e cosa ha contribuito a farvi crescere musicalmente arrivando ad avere ottime recensioni ovunque, album dopo album?

Intanto grazie della stima. Solo una cosa riesce a farti migliorare, il lavoro. Non ci sono troppi segreti o particolari alchimie, per cercare di fare meglio, hai bisogno di tre ingredienti: spirito di sacrificio, passione e determinazione, tutto qui.

Se dovessi definire “Hyaena” e parlare dei Sadist a chi non vi conosce e vorrebbe comprare questo CD, cosa gli diresti?

Una motosega accesa potrebbe bastare. Scherzi a parte, ragazzi acquistate i dischi, dietro si cela un duro lavoro. Dovete fruire della musica nel migliore dei modi, ascoltare un disco originale, ha tutto un altro sapore.

Cosa avete ascoltato di interessante ultimamente che vi sentite di consigliare?

Credimi, nei pochi momenti che sono lontano dalla musica, mi dedico a tutto, tranne che all’ascolto di dischi.

Grazie mille per la disponibilità. Potete lasciare un messaggio ai vostri seguaci.

Grazie ancora per l’opportunità, un abbraccio a tutti i lettori, ci vediamo presto on stage. In alto il nostro saluto!! Trevor

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