Section A – Recensione: Sacrifice

Gli archivi non mentono. Metallus ha seguito passo dopo passo l’iter creativo dei Section A, occupandosi nel 2003 e nel 2006 delle due pubblicazioni che hanno preceduto questo “Sacrifice”. In entrambi i casi, è bene dirlo, il giudizio è stato segnato da un paio di devastanti insufficienze, voti decretati da due redattori diversi, quindi è impossibile pensare ad una congiura contro Torben Enevoldesn, grande mente della band. La colpa principale imputata ai Section A è sempre stata quella di avere suonato un prog metal alla Symphony X e Vanden Plas, praticamente privo di spunti originali, banale nei testi e monotono, troppo annacquato dalle tastiere. Bene, nemmeno nel caso si “Sacrifice” si può gridare al miracolo, ma almeno è evidente una svolta stilistica abbastanza chiara. Ci sono ancora, è vero, riferimenti al prog metal e allo stile neoclassico (rintracciabili in “Heroes” e in Land Of The Desert Sun”, che iniziano entrambi con due esercizi di stile alla Malmsteen), che però sono stemperati in arrangiamenti dalle sonorità più dure e, al tempo stesso, da brani meno complessi e più riconducibili all’hard rock (specialmente nel finale del disco con “Days Of Sorrow” e “The City Is Falling”). Anche lo strumento della colpa, le tastiere, di cui si occupa sempre il multiforme Enevoldsen, sono state prepotentemente ridimensionate e fungono solo da accompagnamento. In questo modo si arriva ad un disco più bilanciato, in cui voce e strumenti, forti anche di una produzione come sempre impeccabile, si intrecciano creando schemi più interessanti. L’utilizzo di suoni semplificati e al tempo stesso appesantiti sembra quindi la ricetta giusta verso la quale indirizzarsi.

Voto recensore
6
Etichetta: Lion Music / Frontiers

Anno: 2010

Tracklist: 01. Sacrifice
02. Room With A View
03. Lionheart
04. Land Of The Desert Sun
05. Concealed In Lies
06. Intoxicated
07. Heroes
08. Days Of Sorrow
09. Danger
10. The City Is Falling
Sito Web: http://www.myspace.com/sectionatheband

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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