Black Sabbath -Recensione: Sabotage

Universalmente considerato il primo mezzo palso falso della carriera dei Sabbath, era Ozzy, ‘Sabotage’ è invece l’ennesimo capolavoro di questa formazione. Anche se poi si rivelerà come ultimo e irripetibile. ‘Sabotage’ è sì inferiore ai primi cinque dischi della band, ma rimane sempre un lavoro che, rispetto alla media delle altre uscite del tempo, non accetta paragoni con nessun’altra cosa. Il riff dell’opener ‘Hole In The Sky’ da solo vale il prezzo del biglietto e quello di ‘Symptom Of The Universe’ ci spiega da dove è nato quel fenomeno che si è sviluppato in America almeno un lustro dopo sotto il nome di thrash. Ma questo disco mette sul piatto anche un altro capolavoro assoluto, quella ‘Megalomania’ troppo poco spesso ricordata nei best del gruppo. Un pezzo che si apre in modo lento, sussurrato, quasi dark, e poi prosegue nel naturale suono dei Black Sabbath della seconda metà degli anni ’70, quando crearono il ponte perfetto fra l’hard rock che era ed il metal che verrà. Un altro disco da avere assolutamente.

Etichetta: Sanctuary / Audioglobe

Anno: 1975

Tracklist:

01. Hole In The Sky

02. Don't Start (Too Late)

03. Symptom Of The Universe

04. Megalomania

05. Thrill Of It All

06. Supertzar

07. Am I Going Insane (Radio)

08. The Writ


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