Sabaton + Delain + Battle Beast: Live Report della data di Milano

Quella di Martedì 3 Febbraio è stata sicuramente una delle serate musicalmente più ricche sul territorio milanese che ha ospitato in due location diverse Slipknot e Sabaton. Nonostante i primi abbiamo riempito quasi totalmente il forum d’Assago, registrando oltre 10.000 presenze, i Sabaton hanno avuto la loro bella fetta di pubblico contando circa 1200 persone sotto al palco, accorse per poter godere di una serata che, nel complesso, ha saputo offrire un pacchetto veramente bello ed interessante.

Terminata la lunga ed estenuante attesa sotto la pioggia e la neve, la folla presente sin dal primo mattino è pronta ad accaparrarsi il posto più consono per una migliore visione dello spettacolo e a sbizzarrirsi insieme ai loro beniamini. I primi a calcare il palco A del noto locale meneghino sono i finlandesi Battle Beast. Fresco di uscita del loro terzo album, “Unholy Saviour”, l’esemble di Helsinki appare da subito molto energico e pronto ad incendiare il pubblico italiano con la loro massiccia dose di heavy metal ed ecco che si parte subito in quinta con “Far Far Away”. La biondissima Noora Louhimo, ora perfettamente integrata nel gruppo, si mostra notevolmente a proprio agio rispetto agli esordi e nel corso della breve mezzora messa a disposizione, riesce ad offrire uno show di tutto rispetto. Potente, vigorosa e graffiante, la leonessa di Tampere fa sfoggio di un timbro vocale veramente fuori dal comune, dimostrando di meritarsi un posto fra le migliori cantanti del panorama metal attuale. “Black Ninja” e le successive “Touch In The Night” / “Madness” scatenano poghi senza precedenti, specialmente tra le prime file, riuscendo a scaldare ulteriormente una folla pronta ad esplodere e a cantare a squarciagola ogni singola canzone! Divertente è stato anche il siparietto regalato dal secondo chitarrista Juuso Soinio che, amichevolmente, si è divertito a prendere in giro il tastierista Janne Biörkroth, etichettandolo come “stupido”. “Iron Hand”, brano estratto dal debut album “Steel” (2011) e la cui esecuzione pressoché perfetta ci ricorda, sotto alcuni aspetti, la precedente vocalist Nitte Valo, ci preannuncia che il tempo a disposizione dei finnici sta per esaurirsi. La band sa come tenere in pugno la propria audience e sa come coinvolgerla: alla domanda “Milano, vuoi vedere come si può perdere il controllo?”, l’intera sala esplode in un ruggente boato ed ecco arrivare “Out Of Control”, che nuovamente manda in delirio ogni singolo astante. Prestazione eccellente per questo sestetto, che ancora una volta, ha saputo regalare grandi emozioni. Entusiasti della prova fornita in questa sede live, i Battle Beast salutano la calda Milano, invitandola ad unirsi a loro per la classica foto ricordo scattata dietro il drum kit.

Scaletta:
Far Far Away
Black Ninja
Touch in the Night
Madness
Iron Hand
Out of Control

Tempo di riprendere fiato e bere un goccio d’acqua dopo la parentesi dedicata alla scatenata prova regalataci dai Battle Beast che subito si parte con la seconda band in lizza. Sono passati tre anni dall’ultima volta in cui abbiamo avuto modo di vedere i Delain in azione sul suolo italiano, ma chi ha avuto modo di assistere almeno una volta nella propria vita ad uno show del combo olandese, sa cosa Martijn Westerholt e soci siano capaci di fare. Sulle note di “Mother Machine”, ecco che la band fa il proprio ingresso sul palcoscenico: inutile sottolineare quanto gli occhi di tutti i presenti siano puntati sulla bellissima singer dalla chioma rossa (e non lo diciamo solo per il succinto abito trasparente sfoggiato per l’intero tour, ndr). Rimasti da poco orfani dello storico batterista Sander Zoer, i Delain ci presentano per la prima volta la “nuova recluta”, Ruben Israel,  che dimostra di avere le carte in regola per intraprendere il proprio percorso artistico insieme agli olandesi; in questa occasione, facciamo anche conoscenza di Merel Bechtold, giovane e talentuosa artista made in Netherlands, subentrata recentemente come sostituta del chitarrista Timo Somers, assente in questo tour per motivi personali non ancora pervenuti.  Con grosso rammarico da parte di molti astanti, i nostri hanno preferito basare la propria setlist su alcuni grandi classici del passato, come “Go Away”, l’immancabile “Pristine”, “Sleepwalker’s Dream”, “Get The Devil Out Of Me”, che mostrano una raggiante Charlotte Wessels al meglio della forma e perfettamente “calata nella parte”, tralasciando quasi interamente l’ultimo lavoro discografico, “The Human Contradiction”: proprio da quest’ultimo, il quintetto presenterà solo due singoli, “Here Come The Vulture”, eseguita per l’occasione da Anton Kabanen dei Battle Beast, e “Army Of Dolls”. L’encore, composto dalle bellissime e toccanti “Not Enough”/“We Are The Others”, famosissimo brano dedicato alla scomparsa Sophie Lancaster, conclude una performance veramente ottima; nonostante qualche problema di natura tecnico relativo al sound-check, la band ha dimostrato competenza e professionalità esibendosi al meglio e cercando, tra un pezzo e l’altro, di coinvolgere ed intrattenere (un meritato plauso va decisamente alle due ragazze, ndr). Promossi a pieni voti, la band si congeda per cedere il passo al piatto forte della serata e a noi non resta che attendere un nuovo appuntamento live, che si spera possa arrivare presto.

Scaletta:
Mother Machine
Get the Devil Out of Me
Army of Dolls
Go Away
Pristine
Sleepwalkers Dream
Here Come The Vultures
Not Enough
We Are the Others

L’attesa è finita! È giunto il momento per i Sabaton di fare finalmente il loro trionfale ingresso: sulle note della famosissima “The Final Countdown” dei connazionali Europe, le luci si spengono ed ecco intravedersi nel buio la sagoma di Hannes Van Dahl (ex Evergrey), accolto da una grossa standing ovation e primo a prendere posizione dietro alle pelli dell’enorme carro armato, vero ed unico elemento essenziale dell’intera scenografia messa in piedi dagli svedesi. “Ghost Division” è il brano scelto per aprire un set che, a fine serata, risulterà essere epico sotto ogni singolo aspetto; la folla, già calda ed eccitata, risponde positivamente ed accompagna i propri idoli cantando a squarciagola, esprimendo un calore veramente notevole.
Da subito appare chiaro come la band sia contenta di essere tornata in Italia a distanza di quasi due anni e mezzo e, vista l’incontenibile contentezza, saluta, manda baci alle fan più fortunate ed interagisce molto appassionatamente, regalando sorrisi a tutti quanti. “To Hell And Back”, primo singolo che aprirà la parentesi dedicata ad “Heroes”, di cui verranno presentati ben cinque pezzi , tuona nelle gole di ogni singolo fan presente in sala, seguita dalle successive “Carolus Rex”, “The Art Of War” e “Gott Mitt Uns”, proposta questa volta in lingua svedese dallo stesso vocalist per la gioia di molti fans che hanno preferito nettamente la versione madrelingua favorendola a quella classica inglese. Ma d’altronde, che show dei Sabaton sarebbe senza sorprese di alcun genere? Ed ecco, infatti, che dal nulla, un ragazzo situato in prima fila inizia ad intonare il ritornello di “Swedish Pagans”, canzone non prevista in scaletta ma che colpisce positivamente l’aitante condottiero: Joakim Brodén, sorpreso dall’eroico gesto e dal coro all’unisono, si lascia convincere e si confronta con i suoi compagni riguardo ad una ipotetica esecuzione del brano. La risposta non tarda ad arrivare: il bassista Pär Sundström non esita a strappare la setlist, agevolando così il favore del pubblico, che risponde molto più che entusiasta! Tra alcuni siparietti divertenti, messi in piedi dai due chitarristi Thobbe Englund e Chris Rörland con la complicità dello stesso vocalist, lo show prosegue senza sbavature e si riprende con “Resist And Bite”, dalla resa live eccellente, forse merito anche della “new entry”, che dall’alto della sua postazione scandisce ogni singolo beat, per poi arrivare alla vera chicca della serata: Joakim annuncia di averein serbo per i fan italiani una gradita sorpresa che lascerà tutti di stucco e, guardando i volti sbalorditi degli spettatori, annuncia un ospite che, alla fine della performance, verrà applaudito calorosamente e osannato come la nuova star dell’anno.
Accompagnato dal fonico della band, ecco arrivare Tristan, un ragazzino di 12 anni che suscitato l’interesse della band grazie ad alcune sue celebri rivisitazioni dei brani più conosciuti dei Sabaton; infatti questo giovanissimo talento è stato chiamato personalmente dall’esemble scandinavo per l’esecuzione di “The Lion From The North” e, nonostante la tenera età, dimostra una tecnica eccelsa ed invidiabile, scatenando anche qualche leggera invidia in sala. Terminata l’esecuzione e accolto dagli applausi, la piccola mascotte si congeda porgendo il classico saluto metallaro in segno di ringraziamento, soddisfatto di aver suonato con i propri idoli. Dopo un breve encore la band esegue rispettivamente “Night Witches”, “Primo Victoria” e “Metal Crüe”, ultimi tre pezzi della scaletta e che portano alla conclusione di questo bellissimo show.
Il 2015 è musicalmente partito alla grande e l’esibizione di questa sera lo conferma ampiamente. I Sabaton hanno ormai una carriera solida e un solidissimo fanbase che, nei saluti finali, ha urlato a più riprese il nome della band dimostrando affetto e dedizione.

Scaletta:
The Final Countdown (Intro)
Ghost Division
To Hell and Back
Carolus Rex
Soldier of 3 Armies
Gott Mit Uns (Swedish Version)
The Art of War
Swedish Pagans
Resist and Bite
Lion From The North
Uprising
Far from the Fame
40:1

Encore:
Night Witches
Primo Victoria
Metal Crüe

Sulla pagina facebook di metallus.it potrete trovare tutte le foto scattate al pubblico!

Report: Arianna Govoni
Foto: Marcella Fava

marcella.fava

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Marcella Fava nasce a Reggio Emilia il 30 aprile 1988. Figlia d’arte, il padre è Antonio Fava, grande scrittore, regista, ma soprattutto attore teatrale e insegnate di Commedia dell’Arte di fama mondiale. La sua prima macchina fotografica è la polaroid di Barbie, all’età di 6 anni, che tutt’ora utilizza per divertimento. Le fotografie vengono fuori di qualità scarsa dati gli anni che ha, ma contengono tanta tenerezza e tanto affetto. Frequenta e si diploma presso il Liceo D’arte “Paolo Toschi” di Parma, a seguire il Centro Sperimentale di Fotografia “Ansel Adams” di Roma fino ad ottenere il Postgraduate Certificate in Professional Studies – Photography presso il Central Saint Martins – College of Art And Design di Londra, specializzandosi in reportage e fotografia analogica. Attualmente è fotografa a tempo pieno con sede a Reggio Emilia (anche se non si nega viaggi reportagistici in girando il mondo) e scatta per Metalus.it da circa 4 anni, unendo insieme alla fotografia l'altra sua grande passione, la musica!

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