Accept – Recensione: Russian Roulette

Il disco del declino e dei dissidi interni. Un album tutto sommato discreto (da riscoprire obbligatoriamente l’adrenalinica ‘Heaven Is Hell’ e la “strampalata” ‘Stand Tight’, che riprende il tema di una marcia militare!) ma forse costruito su pezzi troppo aggressivi e lineari, privi di quelle linee melodiche accattivanti e immediate che avevano fatto la fortuna della band. Il trend del thrash metal a stelle a strisce causa un diminuzione sensibile delle vendite e i tedeschi si lasciano logorare dai problemi interni. Hoffmann e Baltes vorrebbero rendere il sound più appetibile al grande pubblico, Udo intende proseguire sulla strada dell’heavy metal più torrido e genuino. Il singer lascia la band per intraprendere una valida e produttiva carriera solista, Jorg Fischer seguirà il suo esempio solo dopo alcuni mesi.

Etichetta: Portrait

Anno: 1986

Tracklist:

01. T.V. War
02. Monsterman
03. Russian Roulette
04. It`s Hard To Find A Way
05. Aiming High
06. Heaven Is Hell
07. Another Second To Be
08. Walking In The Shadow
09. Man Enough To Cry
10. Stand Tight


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. RobyMi

    Discreto dice lui ahahah…questo album è 1 CAPOLAVORO!!!

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  2. Anonimo

    Cambia mestiere.. discreto ahahahahah lascia perde il metal

    Reply

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