Maschine – Recensione: Rubidium

Si è fatto un gran parlare di questi debuttanti Maschine ancor prima che realizzassero un album dopo che il fondatore/leader Luke Machin si era fatto piacevolmente notare alla corte di Andy Tillison nei The Tangent; il ragazzo è effettivamente molto “dotato” musicalmente, talmente bravo che si potrebbero scomodare paragoni con nomi altisonanti come Steve Vai, Alex Lifeson e Wolfgang Zenk.

Pur essendo un buonissimo album di progressive ibrido tra rock e metal, dalla coraggiosa durata di 71 min. “Rubidium” risulta un pizzico algido ed impersonale; tra qualche citazione della scena neo prog inglese ed alcuni modernismi (le chitarre e qualche passaggio vocale) in odore di Pain Of Salvation abbiamo l’impressione che gli inglesi debbano personalizzare ulteriormente il proprio sound per risultare meno freddi e prevedibili.

Non basta infatti inanellare una serie di cambi di tempo “a casaccio” per diventare i nuovi prog kings; nella title track è innegabile come siano i Pain Of Salvation di “Scarsick” ad uscire prepotentemente con qualche ritmo reminiscente i Leprous. Le parti più leggere e di scuola prog rock (“Invincible”) sono comunque rese in maniera originale e fruibile con un gran sfoggio di tecnica di chitarra e basso nella porzione centrale; vocalmente “Venga” e “Eyes Pt. 1” ricordano al 100% la band di Daniel Gildenlöw mentre a livello strumentale la seconda ci ricorda in alcuni passaggi i Sieges Even di metà carriera.

Chiudiamo la disanima di questo interessante esordio notando un piccolo plagio (il riff di “Chains” è identico a “Time Flies” dei Porcupine Tree) che comunque non inficia assolutamente un giudizio rotondamente positivo sull’operato di questi ragazzi in attesa di un auspicabile miglioramento.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Inside Out / EMI

Anno: 2013

Tracklist:

01. The Fallen

02. Rubidium

03. Cubixstro

04. Invincible

05. Venga

06. Eyes Pt. 1

07. Eyes  Pt. 2

08. Chains

09. Reach Out


Sito Web: https://www.facebook.com/maschineuk

alberto.capettini

view all posts

Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi