Darkwell: Intervista a Roland Wurzer

Nel meditabondo universo del metallo gotico si è appena accesa una nuova fiamma, rispondente all’evocativo nome ‘Darkwell’. Il gruppo è piuttosto giovane, ma i musicisti che ne fanno parte non sono esattamente degli ‘absolute beginners’ e dal debutto ‘Suspiria’ è facile capire che le premesse per un discreto successo ci sono tutte. Roland Wurzer, bassista e compositore principale della band, ci ha introdotti nel suo mondo… Avendo debuttato senza neanche un demo alle spalle, il vostro è un nome decisamente nuovo nella scena goth metal: puoi raccontarci qualcosa sul vostro background? Come vi siete incontrati?

"Beh, è una storia piuttosto complicata…

Roman (Wienicke, chitarra), Chris (Filip, tastiere) ed io abbiamo suonato insieme in un gruppo chiamato Sarcasm Syndrome dal 1990 al 1997 e fin dal ’93 abbiamo utilizzato voci femminili. Lo scioglimento fu dovuto al fatto che alcuni di noi erano interessati ad amosfere più gotiche ed oscure, mentre altri volevano cercare fortuna nella scena gothic metal. Indovina quali musicisti erano i più ‘atmosferici’…

Poco dopo lo split dei Sarcasm Syndrome elaborai il concept per i Darkwell e quindi entrai in contatto con Moritz (Neuner), il nostro batterista. Volevamo iniziare immediatamente il nuovo progetto, ma a quel punto gli Evenfall ci chiesero di suonare con loro per il tour europeo con i Dimmu Borgir. La serie di concerti con gli Evenfall ha bloccato i Darkwell fino alla prima metà del 1999, quando conflitti interpersonali ci hanno portato ad abbandonare quella band ed a lavorare nuovamente alla nostra idea originaria. A quel punto Roman e Chris sono stati entusiasti di salire a bordo. Alexandra (Pittracher) ha suonato in diversi gruppi rock, come corista, ma era alla ricerca di una possibilità per sviluppare appieno la sua voce, ecco perché si è unita ai Darkwell. Fra l’altro l’abbiamo incontrata quasi per caso: un nostro amico la conosceva e la ha portata alle prove. Non appena ho sentito Alexandra cantare, sono stato sicuro che il posto doveva essere suo!" Ottenere un contratto discografico con un’etichetta di valore ad un solo anno dalla formazione della band è quasi un record! A cosa eravate interessati, durante la ricerca del giusto deal?

"In realtà non stavamo cercando un contratto. Eravamo orientati a seguire la trafila classica, pubblicando un demo a tre tracce, ma poco prima di immetterlo sul mercato abbiamo deciso di inviarlo alla Napalm Records, solo per vedere cosa sarebbe successo… Quattro giorni dopo aver spedito il nastro mi è arrivata una e-mail dalla Napalm ed i nostri piani sono cambiati!

Non abbiamo più pubblicato il demo e ci siamo concentrati sulla composizione del materiale per l’album di debutto. Tutto questo è iniziato a giugno del ’99, mentre in studio siamo entrati a marzo di quest’anno." ‘Darkwell’ è un nome piuttosto appropriato per una goth-band: può significare sia ‘pozzo oscuro’ che, con un po’ di immaginazione, ‘oscuro addio’ (dark farewell). Qual è la vostra interpretazione?

"Propendiamo maggiormente per la prima accezione, ma poniamo l’accento sulla seconda parte del nome (well), che significa anche ‘sorgente’. Quindi Darkwell per noi significa anche e soprattutto ‘sorgente di emozioni oscure’." Nella copia promozionale di ‘Suspiria’ in mio possesso non sono riportati i testi ed anche sul vostro sito web è presente solo il testo di ‘Armageddon’: come mai siete così reticenti riguardo questo aspetto della vostra musica?

"In effetti è difficile comprendere il concept senza poter leggere le parole, perché abbiamo cercato di realizzare qualcosa di più di un semplice disco. I testi sono assenti solo nelle copie promozionali, comunque.

Riguardo al sito web, ho riflettuto sul problema, giungendo alla conclusione che per comprendere le liriche (e le emozioni che trasportano) è indispensabile il supporto della musica. Il testo pubblicato sul sito serve solo per dare un’idea delle tematiche affrontate." Le parole di ‘Armageddon’ sembrano suggerire una vostra posizione non troppo conciliante nei confronti della religione. Per voi la Battaglia Finale tra il Bene ed il Male si conclude con la dissoluzione di entrambe le parti. Qual è la vostra posizione su questi argomenti?

"L’intero album ha a che fare con l’equilibrio delle forze, proprio come avviene in ‘Armageddon’. Rigurdo la religione (qualsiasi religione), penso che abbia causato troppi problemi nella storia dell’umanità e che la razza umana abbia smesso di svilupparsi pensando che uno spirito superiore avrebbe risolto tutti i problemi.

Quello che ho cercato di suggerire nel testo di ‘Armageddon’ è che se tutte le religioni cessassero di esistere, l’uomo si troverebbe solo con se stesso, ed il suo spirito sarebbe di nuovo libero." Il titolo dell’album è lo stesso di un famoso film di Dario Argento: c’è qualche collegamento fra le due cose? Da cosa trai ispirazione per la tua musica?

"Penso di essere ispirato da tutto quello che in qualche modo tocca la mia vita, sia che si tratti di opere d’arte o avvenimenti personali. L’omonimia con il film di Argento è casuale, perché noi abbiamo tratto il titolo dell’album da un poema intitolato, appunto, ‘Suspiria’ e scritto dal poeta inglese Longfellow. Fra l’altro abbiamo usato quel poema come testo per la title-track." Le vostre canzoni sono focalizzate sulle melodie vocali e le atmosfere, con rare digressioni strumentali… Si tratta di una scelta stilistica ben precisa per voi, o è semplicemente l’approccio che vi è sembrato più adatto per questo particolare album?

"E’ stata una decisione presa per questo album, non una scelta programmatica per il nostro stile futuro. Se per i prossimi brani dovesse saltare fuori qualche parte strumentale interessante, non la scarteremmo di certo a priori.

In ogni caso anche su ‘Suspiria’ ci sono alcune parti solistiche, ad esempio l’assolo di organo nella title-track, o quello di chitarra in ‘Lady’s Choice’." Come sono andate le session di registrazione?

"Ci avrebbe fatto molto piacere avere un po’ più di tempo da trascorrere in studio, magari per tentare qualche piccolo esperimento o aggiungere qualche variazione, ma il tempo era poco e ci siamo limitati a registrare i pezzi così come li avevamo pensati in origine." La voce di Alexandra è di certo il marchio di fabbrica dei Darkwell: in quale misura contribuisce agli arrangiamenti ed alla composizione?

"Di solito io creo le fondamenta dei pezzi e abbozzo le linee vocali che lei poi sviluppa secondo il suo stile. La cosa interessante è che lei riesce a elaborare esattamente quello che avevo in testa al momento di scrivere la canzone." Quale aspetto della musica gotica ti ha spinto a scegliere questo genere? Qualche artista in particolare?

"Non penso di avere nessuna band-modello da imitare, ma di sicuro trovo ispirazione nei Type O’ Negative o nei Fields Of The Nephilim, anche se non credo che possano essere accostati ai Darkwell, soprattutto per le loro voci così personali. E’ più una questione di atmosfera." Progetti per l’attività live?

"Vorremmo davvero andare in tour, ma bisognerà vedere se qualcuno ce ne offrirà la possibilità. E non è facile quando si è al debutto, dato che nessuno organizzerebbe un tour da headliner ad una band esordiente, quindi dobbiamo sperare di ricevere un’offerta e che la nostra etichetta sia d’accordo." Il plotone di band che popola la scena goth non è certo esiguo: in che modo pensate di distinguervi?

"Penso che siamo un po’ diversi perché non amiamo il growling e le voci urlate: non si adattano all’atmosfera che creiamo. Si tratta comunque di una pura questione di gusti, e non ci resta che sperare chela gente apprezzi la nostra musica. Vedremo." Le vostre canzoni sono romantiche e pervase da un senso di dramma imminente: è un modo per esorcizzare il vostro lato oscuro o solo un modo per intrattenere sia voi stessi che l’ascoltatore?

"Entrambe le cose: penso che le emozioni oscure siano una forma di intrattenimento, ma che imparare ad affrontarle sia necessario per raggiungere un equilibrio interiore. E lo stesso vale per le sensazioni di gioia." Di cosa ti occupi al di fuori dell’attività musicale?

"Amo leggere, guardare film e TV. Lo sport non è esattamente una mia passione, anche se vado in bici. La maggior parte del tempo la spendo sui libri, mentre non mi dispiace assistere ai concerti, da quelli metal alla musica classica." C’è un sogno che vorresti realizzare con i Darkwell?

"Naturalmente un sogno è quello di potere vivere solo grazie alla musica, ma al momento è praticamente impossibile. Sarebbe fantastico riuscire almeno a suonare parecchio in giro per il mondo, specialmente in Italia. Spero proprio che ci potremo incontrare in tour!"

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