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Rock Camp: “Il Rock Camp è fatto dai fan per i fan. I primi appassionati siamo noi” – intervista a Massimo Barzelatto

Si è da poco conclusa la settima edizione del Rock Camp, un festival che anno dopo anno sta diventando un punto di riferimento per l’hard rock e il metal nel nord est. Abbiamo colto l’occasione per fare quattro chiacchiere con Massimo Barzelatto, il presidente e direttore artistico della manifestazione che ci ha raccontato di più su questa prestigiosa tre giorni e anche dei prossimi appuntamenti da non perdere che a breve si terranno nel capoluogo giuliano.

Ciao Massimo, innanzitutto benvenuto su Metallus.

E’ sempre un piacere risentirvi, credo la nostra storia sia iniziata già una ventina di anni fa con i primi tour italiani dei Circus Maximus e dei Seventh Wonder di Tommy Karevik, o sbaglio??

Cominciamo l’intervista con una breve presentazione ai nostri lettori. Raccontaci di come è nato il Rock Camp e di come sia diventato nel tempo un punto di riferimento per la musica metal, rock e alternative nella nostra regione (il Friuli Venezia Giulia).

Un tedesco mi ha descritto recentemente come un “True Metal Festival Marathon Runner”. Sono sempre in giro per il mondo, per concerti e Festival, da più di vent’anni. Soprattutto allo Sweden Rock mi è venuta l’ispirazione, quando ho visto famigliole intere, bambini truccati da Kiss, tutto all’aria aperta nei verdi boschi di Norje. Abbiamo pensato di clonare qualche bella idea e riportare il tutto nel nostro Altipiano. Il Carso triestino offre tanti scorci all’aria aperta, dove non c’è l’afa e non ci sono le zanzare della Pianura, in estate c’è un’escursione termica di 4-5° rispetto alla città. A Settembre, alla sera fa addirittura un po’ freschino. Abbiamo fatto un po’ di tentativi ed adesso, passo dopo passo, stiamo crescendo e migliorando, o perlomeno cerchiamo di farlo, di edizione in edizione. Spagnoli, tedeschi, olandesi oltre ai metallari provenienti dalle vicine Austria, Slovenia e Croazia si sono innamorati ben presto dei nostri paesaggi, della nostra accoglienza, e soprattutto dei nostri prodotti enogastronomici. In queste ultime edizioni ho notato un aumento esponenziale di tanti nostri connazionali, che probabilmente si sono stufati, come noi delle “porcherie” (se mi passate il termine) dei concerti estivi in Italia. 5 euro per una bottiglietta d’acqua, file dappertutto, wc sporchi (i nostri riservati alle donne avevano addirittura l’aria condizionata…) i pit nel fango riservati solamente a chi paga più di cento euro…I nostri abbonamenti ai 3 giorni (24 band quest’anno) costavano ben 20 euro! Prezzi calmierati di cibi e bevande (birra d’importazione tedesca), menù dedicati per vegani, vegetariani, celiaci, ingressi gratuiti per i minorenni… dobbiamo sveltire il ricambio generazionale. Abbiamo richiesto le navette dal centro città solo con Bus elettrici, e la corrente elettrica solo derivante da fonti rinnovabili. Abbiamo organizzato anche un team e dei messaggi audio/video per la sicurezza ed esser il più possibile plastic free. Insomma, la GENTE DA NOI DEVE STARE BENE! E dai feedback ricevuti dai partecipanti e dalle band mi pare si stia procedendo per il verso giusto.

Nel corso degli anni il festival si è ampliato in più giornate e il cartellone è diventato sempre più ricco, sia di band internazionali che italiane. Quali criteri adottate per scegliere i gruppi da far suonare?

E’ la cosa che mi diverte di più. Sono il Presidente dell’Associazione ma anche uno dei responsabili della Direzione Artistica. Ovviamente mi piacerebbe chiamare Manowar, Metallica e Maiden ma dobbiamo sempre considerare i nostri budget iniziali. Lo schema è praticamente quello delle primissime edizioni. Aiutare i talenti del nostro territorio che faticano, ahimè, a trovare spazi adeguati dove esibirsi, che non siano i soliti baretti malfamati. E farlo condividendo il palco con artisti internazionali che io ho conosciuto e cominciato ad apprezzare solamente dopo averli visti dal vivo (sto diventando anziano e mi fido solo di quello che vedo e sento! :-D)
Ultimamente il nostro team social ha anche avuto un’idea eccezionale: organizzare un contest (gratuito ovviamente…) tra tutte le band italiane che volevano partecipare al Rock Camp. Un modo molto snello per trovare una soluzione e rispondere alla decina di mail che ci arrivano settimanalmente. Alla fine hanno vinto i Demetra’s Scars da Modena ed i romanacci Reverber.
Il passaparola ed i feedback super positivi delle band che hanno già partecipato al nostro Festival può chiaramente rappresentare un’arma a doppio taglio. Per accontentare tutti dovremmo fare un mesetto di Rock Camp!
Ci riuniamo già a novembre ed iniziamo le selezioni cercando di organizzare il solito misto ”mare e monti”, con un occhio al portafogli, spaziando dal growl del metal estremo, passando per il  Prog metal e l’old school Thrash Metal (che non devono MAI mancare al mio festival!) per arrivare allo stoner, al grunge, fino alle linee più melodiche di quel caro e vecchio sleaze ed hard rock degli anni 80’s. Anche per  questa edizione abbiamo terminato con il gruppo demenziale dei Karnokkorok (ormai una sorta di porta fortuna) e con una tribute band. Dopo i Moonchild (Iron Maiden) quest’anno gli Uncle Zepp (Led Zeppelin) hanno avuto un successo inaspettato ma meritatissimo. Da brividi!

Il Rock Camp ha anche cambiato location spostandosi nella suggestiva area verde di Prepotto circondata dal carso e che è l’ideale per eventi di questo tipo che richiamano anche molti spettatori da oltre confine. Raccontaci di più su questa scelta e di tutte le attività che avete organizzato in quei giorni.


Al momento l’area di Prepotto che può accogliere un migliaio di astanti è l’ideale. Addirittura il Sindaco ci ha tenuto a tagliare il nastro all’apertura del primo giorno. Comune e Regione si sono accorti di noi, quindi ci stiamo muovendo bene anche con tutte le scartoffie burocratiche e nei piani istituzionali. Poi quando al Rock Camp X chiamerò i Symphony X probabilmente dovremo spostarci in un’area più grande (che abbiamo già individuato). Ma come ti dicevo dobbiamo procedere a piccoli passettini. Noi dormiamo al Rock Camp tutta la settimana, abbiamo visto triplicarsi il numero dei campeggiatori, soprattutto provenienti dall’estero, quindi abbiamo deciso di organizzare sempre anche delle attività collaterali e di intrattenimento che vadano oltre alle proposte musicali. Il Rockin Dogs (manifestazione di Agility Dogs dove vincono tutti i cani partecipanti), le spade laser, le ragazze della Pole Dance, le rievocazioni medievali. Quest’anno abbiamo organizzato un simposio al mattino per sensibilizzare tutti verso un problema, ahimè sempre più attuale, quello della violenza sulle donne. Abbiamo avuto rappresentanti della Questura di Trieste, Associazioni, Istruttori di difesa personale. E’ stata una mattinata molto toccante, seguita da un pomeriggio dove le donne hanno fatto sentire la loro voce, avendo optato per aver solamente delle female-fronted band (con Hell in the Club e Deathless Legacy co-headliners).
Alla fine siamo riusciti anche a fare della beneficenza al locale centro antiviolenza del Goap, per cui siamo orgogliosi e felici di esser riusciti a dare un aiuto concreto.  

Tornando all’aspetto prettamente musicale c’è una band che insegui da anni e che non sei ancora riuscito a inserire nel festival?

Stiamo già corteggiando un po’ di band. Alcune, giustamente, hanno optato per andare al Prog Power di Atlanta negli States, che si teneva pochi giorni dopo il nostro festival. Per cui mi auguro di vederle già il prossimo anno da noi. Poi, come ti dicevo, reputo la Scandinavia e la Svezia come fonte ispiratrice. Nazione e band che stanno portando avanti il testimone perduto maldestramente nel Sunset Boulevard, nei sobborghi di Seattle o successivamente in Germania e Gran Bretagna. Il Rock Camp diverrà sempre più feudo del Friuli Svezia Giulia!

Quali sono i maggiori punti di forza e le sfide più grandi nell’organizzare eventi musicali nel nostro territorio?

Non possiamo non constatare quanto la tragedia di Crans-Montana abbia complicato ancora di più tutto l’iter burocratico e le azioni legate alla sicurezza. Un impegno sempre più gravoso che porta via un sacco di energie, di tempo, ed una buona fetta di budget. Per cui bisogna esser molto ben organizzati anche in questo settore. Per fortuna abbiamo delle persone squisite che mi danno una grossa mano e mi fanno dormire (quasi) tranquillo la notte. La nostra amata musica, lo sappiamo, è considerata di nicchia. Pertanto quando abbiamo avuto il sold out quest’anno avresti dovuto vederci sotto le transenne, tutti abbracciati a festeggiare e cantare a squarciagola. Il Rock Camp è fatto dai Fans per i Fans. I primi appassionati siamo noi. Poi, come ti dicevo, le prelibatezze eno-gastronomiche del nostro territorio ci danno un prezioso contributo a rendere la nostra accoglienza ancora più gradita.

Qual è stato il primo concerto in assoluto che hai organizzato e cosa hai imparato da quell’esperienza?

Tutta colpa di un concerto post Oktoberfest a Ingolstadt in Germania con il cantante dei White Lion, Mike Tramp. Colpa del 9.5° di alcol io e mio fratello l’avevamo invitato a suonare da noi, al Verdi di Muggia (una decina di anni dopo i Nirvana). Non ti nascondo che quando ci rispose via mail dall’Australia, dove viveva in quei tempi: “ok mi è saltata una data, veniamo a Trieste!” dopo un’iniziale esaltazione, passai un paio di settimane in assoluto panico. Non sapevo cosa fosse una backline, dove  ordinare l’impianto, come organizzare il catering, pagare la siae, ecc…
Alla fine fu un successone di pubblico e si trovarono benissimo pure loro: 19 Novembre 2006… mi son fatto un tatuaggio sulla spalla.

Oltre al Rock Camp quali sono i prossimi appuntamenti/ eventi a cui stai lavorando?

A Trieste purtroppo hanno chiuso le pochissime venue dove si potevano fare concerti. E’ rimasto il Teatro a Prosecco dove faremo ancora un paio di concerti in attesa del prossimo Rock Camp. Domenica 27 Settembre abbiamo i Faster Pussycat. Li ho visti e adorati alle ultime MORC, le crociere Metal che partono da Miami, non sapevo fossero ancora cosi in forma. . Da noi faranno l’ultima data del tour europeo. Domenica 13 Dicembre avremo Geoff Tate e gli Inner Vitriol, band eccezionale, di cui mi son perdutamente innamorato dopo averli avuti al Rock Camp.

Se avessi un budget illimitato, qual è l’artista o il gruppo che vorresti portare a suonare a Trieste?

Lasciando perdere mostri sacri quali Metallica, Iron Maiden ed altri gruppi inarrivabili, ho ancora un paio di sogni nel cassetto: Gli Europe magari con Hardcore Superstar, H.E.A.T ed Eclipse per una seratona svedese?? 
Direi Tesla (visti alla Morc, ho pianto dal primo all’ultimo minuto) e Symphony X (adoro Russel Allen) su tutti. Purtroppo l’ho promesso ad alcuni miei amici e non posso più passeggiare per il centro che mi fermano e me ne chiedono conto!
E che dire di Cinderella e Poison?
Ma anche Danko Jones, Dare, Y&T, FM, Danger Danger, tutta gente che ho visto dal vivo e che mi hanno esaltato. Sogno pure un festival Prog con Fates Warning, DGM, Circus Maximus, Seventh Wonder e Inner Vitriol. La lista è lunghissima…

L’intervista è finita ti lascio carta libera se hai qualche cosa da aggiungere.

Non posso far altro che ringraziarvi e scusarmi se sono stato, come sempre, un’inarrestabile fiume in piena. L’ho detto a mia moglie: “Ancora una quarantina d’anni poi (forse) smetto!”
Continuate a supportare le band ed i concerti “minori”. Il Rock non è morto. Il Metal non morirà Mai! Ve ne daremo una prova al prossimo Rock Camp!!

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