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Riverdogs – Recensione: California

Hard rock melodico grintoso, benedetto dalla sei corde di Vivian Campbell ed interpretato con classe e grinta da Rob Lamothe: sono loro due l’anima dei Riverdogs, oggi come alla fine degli anni ’80, quando li fondarono. Musica coinvolgente ed ariosa, che richiama gli ampi spazi della provincia americana e spesso è intrisa di blues. Ma soprattutto – cosa non scontato – è musica viva e pulsante, che parla al cuore e trasuda onestà.

Dopo l’apertura invero piuttosto ordinaria con la ruvida e diretta “American Dream”, è la melodica e memorabile “The Revolution Starts Tonight” a fare davvero centro con un’atmosfera quasi sognante – merito dell’interpretazione di Lamothe e dei liquidi assoli di un Campbell particolarmente ispirato: ne esce un crescendo contagioso che è uno dei momenti più efficaci dell’intero album. Il respiro blues di “Something Inside” e dell’infuocata e caracollante “Welcome To The New Disaster”, la malinconia della romantica “Golden Glow” e la sinuosa “The Heart Is A Mindless Bird” mostrano il lato più sentimentale – o umano, a seconda dei punti di vista – dei Riverdogs, che come detto firmano un lavoro carico di sincerità ed assolutamente credibile. La scatenata “Searching For A Signal” è un altro dei momenti da segnalare in un album che ha davvero pochi punti deboli e si rivela occasione per una piacevolissima riscoperta.

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