The Black Dahlia Murder – Recensione: Ritual

Niente di particolarmente nuovo per i Black Dahlia Murder. “Ritual” è però l’ennesimo disco ben concepito a livello a formale che fa la sua figura grazie all’indubbia qualità esecutiva, pur non regalando sorprese nei contenuti. Una caratteristica di pochezza che in realtà attanaglia la band e la quasi interezza della scena metal / death-core da sempre e che con il passare degli anni sta mostrando sempre più la corda.

I Black Dahlia Murder in fondo certificano di non saper fare altro e si lanciano in una sequenza di brani che riprendono il sound allo stesso tempo brutale e melodico che aveva fatto la loro fortuna ad inizio carriera, soprattutto con un album come “Miasma”.

Senza far troppi calcoli i nostri propongono più o meno la solita miscela di melodic death/black metal nordico e urla hardcore alternate a screaming e growl, consegnandoci un guitar work di buon livello (anche se indubbiamente derivato dallo swedish death) e una ottima base ritmica, compatta e dinamica come mai era stato prima. Tanta violenza, velocità ed energia a profusione. Una sequenza da applauso se non fosse che tutto suona tanto professionale quanto estremamente ordinario a livello compositivo.

Difficile infatti estrapolare dalla tracklist qualcosa che davvero colpisca, la sensazione e semmai quella di trovarsi di fronte ad un lavoro molto omogeneo e in cui gli elementi vengono miscelati con grande mestiere ma scarsa fantasia.

Il risultato è che se vi da piacere ascoltare un disco concepito in tal modo e non andate cercando alcunché di diverso dallo schema base, probabilmente la soddisfazione sarà massima; in qualsiasi altro caso però difficilmente avrete voglia di ascoltare il disco un numero di volte sufficiente a giustificarne l’acquisto.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Metal Blade

Anno: 2011

Tracklist:

01. A Shrine to Madness (04:41)
02. Moonlight Equilibrium (03:29)
03. On Stirring Seas of Salted Blood (04:42)
04. Conspiring With the Damned (03:44)
05. The Window (03:39)
06. Carbonized in Cruciform (04:46)
07. Den of the Picquerist (01:31)
08. Malenchanments of the Necrosphere (04:18)
09. The Grave Robber's Work (03:37)
10. The Raven (02:58)
11. Great Burning Nullifier (03:26)
12. Blood in the Ink (04:41)


Sito Web: http://www.myspace.com/blackdahliamurder

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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