Saille – Recensione: Ritu

Esce per la nostrana Code666 “Ritu”, seconda opera dei Saille, symphonic black metal band dal Belgio. “Ritu” conferma quanto di buono il nostro portale aveva sottolineato in occasione del debut album “Irreversible Decay”, ossia la maturità di un gruppo che elabora molto bene le proprie influenze nell’ambito di un genere musicale che negli ultimi tempi vive della rendita garantita da alcuni grandi nomi. Anche i Saille sono dei continuatori in fondo, ma come dicevamo, il loro spettro di influenze è sviluppato nella maniera corretta e unito a una sensibile dose di personalità. Il caposaldo nell’economia del sound sono senza dubbio i Dimmu Borgir del periodo mediano, ma a questo elemento si aggiunge una ruvidità di fondo e la devozione ad act più complessi e dalla natura squisitamente estrema, come Emperor e Satyricon periodo “Nemesis Divina”. Pur non raggiungendo (per il momento) simili vette, i Saille lasciano una testimonianza interessante, poggiando su elementi distintivi come la voce versatile di Dennie Grondelaers, l’utilizzo di parti sinfoniche di grande effetto ma che non sfociano mai nel pacchiano e più semplicemente un’estetica molto chiara delle composizioni, mai univoche e nemmeno appesantite da inutili orpelli. Un’alternativa ai “soliti noti” da non sottovalutare.

Voto recensore
7
Etichetta: Code666 / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01. Blood Libel (4:32)
02. Subcutaneous Terror (6:30)
03. Fhtagn (4:11)
04. Upon The Idol Of Crona (6:27)
05. Sati (5:55)
06. A Titan's Sacrifice (3:24)
07. Haunter Of The Dark (5:29)
08. Runaljod (5:45)
09. Ritual Descent (6:08)


Sito Web: www.saille.be

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Marino

    secondo me il nuovo album è sensibilmente meglio del precedente sotto tutti i punti di vista, ottimo Black Metal sulla scia dei Carach Angren, io lo consiglio

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