Brazen Abbot – Recensione: Ristampe

‘Live And Learn’ – 1995

Si doveva già capire molto da questo esordio datato 1995 sulla bontà del progetto Brazen Abbot gruppo formato da session players gravitanti intorno alla figura del polistrumentista bulgaro (ma trapiantato in Finlandia) Nikolo Kotzev (chitarra, tastiere, pianoforte, violino). Già dal debutto, che proponeva una sentita rilettura dello stile dei Rainbow e della “crème” dell’heavy/hard rock, il musicista si assicurò i servigi del batterista Ian Haugland e del tastierista Mic Michaeli (Europe ma ancora oggi stabilmente nei Brazen Abbot) e del bassista Svante Henryson (Malmsteen, Glory); alla voce trovavamo tre pezzi da novanta come Glenn Hughes (che si riavvicinava tramite questo ‘Live And Learn’ all’universo rock che lo aveva visto protagonista nel ventennio precedente), Göran Edman e Thomas Vikström. Quello dell’esecuzione affidata a tre cantanti diverrà una consuetudine per la band anche per i lavori successivi mentre per ciò che concerne i pezzi questo CD presentava ancora un’eccessivamente marcata dedizione allo stile dei padri dell’hard rock (‘Children Of Today’, ‘Miracle’, ‘Clean Up Man’) pur mostrando un’esecuzione tecnica ed una padronanza compositiva realmente di livello.

‘Eye Of The Storm’ – 1996

In sostituzione di Hughes ecco giungere nel successivo ‘Eye Of The Storm’ l’altrettanto quotato Joe Lynn Turner (ancora oggi stretto collaboratore di Kotzev) ottimo nella sua performance (‘Line Of Fire’) anche se più convincente nelle ultime composizioni che sono state “pensate” per lui; altra iniezione fu un ulteriore ex-Europe nella persona di John Leven che si insediava in pianta stabilenel ruolo di bassista accanto ai suoi compagni di lungo corso (questo fino al recente ‘My Resurrection’). Nel complesso il secondo CD dei Brazen Abbot convince meno del fulminante esordio in virtù di numero troppo eccessivo di rimandi ai classici del genere (la ballad ‘Fool In Love’ è veramente troppo ovvia!) anche se alcuni interventi del mainman a livello solistico soprattutto nella parte finale del lavoro (grande in ‘The Road To Hell’ il rincorrersi di chitarra e violino) rivitalizzano in parte un ‘Eye Of The Storm’ appena sufficiente.

‘Bad Religion’ – 1996

Nel 1997 ‘Bad Religion’ vedeva la conferma della formazione del CD precedente migliorando però il livello qualitativo generale delle composizioni: non ricordiamo infatti canzoni parigrado a ‘Nightmares’, ‘Day Of The Eagle’ (dal riffing trascinante ed l’esuberante partitura di violino ) o la title-track anche se la band di Nikolo Kotzev riuscirà a raggiungere risultati sicuramente più lodevoli coi successivi ‘Guilty As Sin’ e ‘My Resurrection’ (non compresi in questa serie di ristampe) ed ancor più nella rock opera ‘Nostradamus’ Alcune parti risultano cucite alla perfezione sulla voce dei singers, ci riferiamo ad esempio ad una ‘Love Is On Our Side’ che non renderebbe altrimenti se non fosse cantata da un ispiratissimo Joe Lynn Turner e che comprova la maestria del chitarrista e compositore di origine bulgara nel plasmare la sua musica ai collaboratori che si trova di fianco.

Etichetta: SPV / Audioglobe

Anno: 2005


alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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