Rising Insane – Recensione: Afterglow

Un album fortemente espressivo che viaggia sulla scia del metalcore, regalandoci sonorità moderne e aggressive che supportano testi cupi, ispirati dalla complessità della nostra mente, che spesso ci porta a soffrire. Stò parlando di “Afterglow”, il nuovo album della band tedesca “Rising Insane”, uscito il 10 dicembre 2021 sotto etichetta Long Branch Records. La title track “Afterglow” travolge l’ascoltatore con una combinazione di suoni potentissima, guidata dall’inarrestabile batteria di Robert Kühling, mentre il basso di Ulf Hedenkamp e le chitarre di Sven Polizuk e Florian Köchy mantengono delle ritmiche corpose su cui si apoggia la potente voce di Aaron Steineker, che in questo brano esprime appieno la sua rabbia con parole forti e intrise di sofferenza.

Uno dei tratti distintivi di questo lavoro risiede proprio nei testi, che si basano tutti su esperienze legate a stati d’animo negativi, come per esempio “Something inside of me”, che tratta i temi dell’ansia e della depressione e “Meant To Live”, che parla di incubi, di ricordi e di come nonostante tutte le difficoltà “combattiamo perché siamo fatti per vivere”. “Flightless Bird” si presenta con un inizio molto orecchiabile e melodico, che sfocia in un ritornello esplosivo, per poi ritornare più delicato sulla strofa successiva facendo risaltare l’arpeggio cristallino della chitarra e creando una bella variazione dinamica. Il cantante si sente come un uccello incapace di volare quando si trova in un posto felice, come se ricercasse quella sensazione di vuoto e tristezza, sentendosi ormai a casa in quella dimensione, inghiottito dalla sua stessa mente. “Serenade” è decisamente uno dei miei pezzi preferiti dell’intero album. Inizia mettendo in risalto la potenza e la “pesantezza” del suono pieno della batteria, per poi esplodere nuovamente con ritmiche massicce e un testo nuovamente scuro che parla di qualcuno o di qualcosa di “pericoloso”, a cui il cantante è legato e che quindi non riesce a tenere lontano.

Con “Surface” la band gioca sull’affinità fra la linea vocale che mantiene il cantante e la ritmica della chitarra, creando una sorta di gioco fra i due ruoli presente in parte della strofa. Tuttavia non ho apprezzato particolarmente questo brano, nonostante questo dettaglio mi sia piaciuto, poiché ho trovato il resto della struttura piuttosto scontato e “caotico”. Come ultima traccia troviamo “Imprisoned”, che possiede un’impronta più delicata a livello di sonorità, dove il synth rappresenta un elemento che viene messo in risalto.

Con questo brano si chiude una sorta di cerchio tematico dove viene promessa una sorta luce in fondo a questo tunnel lastricato di difficoltà emotive. Nonostante non ci siano delle variazioni stilistiche e dinamiche abissali fra un pezzo e l’altro e dunque, a un primo ascolto superficiale, potrebbe risultare un po’ monotono, ho trovato in questo album un qualcosa di interessante, sia in riferimento alla profondità dei testi, sia per quanto riguarda il sound, ricco di sfumature personali e caratterizzanti, nonostante la presenza di influenze molto evidenti che provengono da band metalcore conosciute (fra cui gli Architects).

Etichetta: Long Branch Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Afterglow 02. Meant To Live 03. War 04. Flightless Bird 05. Serenade 06. Oxygen 07. Breakout 08. The Surface 09. Something Inside Of Me 10. Broken Homes 11. Bend And Break 12. Imprisoned
Sito Web: https://risinginsane.de/

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