Assedium – Recensione: Rise Of The Warlords

Dopo un ottimo demoCD uscito nel 2005 (‘Far From The Light’) gli Assedium ritornano sulle scene per dar vita al primo album della loro carriera, dedicato ad un heavy metal epico di cadenza e stile non solo tradizionale ma potremmo anche dire arcaico, legato a stilemi che si rifanno agli anni 1982/1985, il periodo d’oro di ‘Into Glory Ride’ dei Manowar, di ‘Crystal Logic’ dei Manilla Road, di ‘King Of The Dead’ dei Cirith Ungol… tutte band per le quali questo ‘Rise Of The Warlords’ sembra ergersi come un monumento che vuol ricordare come un certo modo di comporre hard’n’heavy non sia mai morto.

Questo viene confermato a partire dai suoni scelti, volutamente sporchi e cupi, rozzi, come la tradizione di inizio anni ’80 vuole.

Si prosegue poi citando l’immancabile retroscena d’ispirazione letteraria votato all’heroic fantasy e alla storia del lontano passato che permea i testi di tutte le canzoni, partendo da ‘Cimmerian Steel’, ispirata dal romanzo ‘Hour Of The Dragon’, che ha come protagonista Conan il barbaro (autore Robrt Howard) per giungere all’esaltazione dell’oplita greco in ‘March Of The Hoplite’ o ancora all’oscura narrazione di HP Lovecraft in ‘Legions Of The Underworld’, brano cadenzato e tetro, connotato da tinte fosche ed epiche.

Si inizia alla grande con l’intro soffuso di ‘Ancestral’ che ci porta alla cavalcata di ‘Sacred Vengeance’, già presente nel demoCD d’esordio e qui riproposta con maggior furia e con la novità di un nuovo singer che prende il posto del’uscente Marco, ossia Luca “Fils” Cicero. Il nuovo frontman, già rodato al vivo e precedentemente attivo nei Deceptor e nei più dissacranti Fallen Fucking Angels, mostra una maggiore carica emotiva rispetto alla seppur ottima voce del predecessore ma si dimostra anche migliore nell’evitare certe esagerazioni che lasciavano qualche interrogativo di troppo nel demoCD.

Proseguendo nell’esaminare la titletrack troviamo ‘Messenger Of Chaos’, una delle punte di diamante della release; il brano inizia con un breve assolo di Guido alla chitarra che ci introduce ad un cadenzato dal tono estremamente lirico ed epico, con un cantato oscuro, quasi doomeggiante; il punto di forza della canzone sta nella costruzione armonica dei cori in cui varie voci profonde e declamatorie si accavallano donando un effetto enfatico superbo.

Subito dopo arriva il terzo gioiello della release, ossia ‘Cimmerian Steel’, già top song del demoCD, una cavalcata epica di grandissimo spessore che vi farà scuotere dall’inizio alla fine. Ancora una volta colpisce il riffing maturo e profondamente ispirato che corona questo brano di alta levatura.

Proseguendo nell’ascolto del disco si rimane poi entusiasmati da altri brani come ad esempio il cadenzato di ‘March Of The Hoplite’, che ricorda il periodo più epico fimato dai Manowar; colpisce soprattutto la linea cantilenante della melodia e della voce che, sostenuta a dovere da una sezione ritmica precisa, composta da Drake al basso e Damien alla batteria, riesce a conquistare sin dal primo ascolto. Asso nella manica del brano è lo stacco atmosferico a metà brano, in cui l’ospite Marco Concoreggi (singer dei bravissimi Battleroar) inserisce motivi maggiormente melodici con uno stile soffuso che convince. Il ritorno alla solidità del riffing di Guido (autore anche di un ottimo assolo di chitarra) e Chicco, nella seconda parte del brano, è magistrale.

Il resto del platter si mantiene su livelli ottimali; basti citare la veloce cavalcata di ‘Imperial Dreams’, in cui abbiamo ancora la chitarra di Guido sugli scudi, oppure la più veloce e melodica ‘Thirst For Glory’.

Nel complesso l’unica pecca riscontrabile in questa release è forse una produzione fin troppo arcaica che rischia di non far emergere a dovere il lavoro dei musicisti; ma questo problema in realtà è solo un’inezia, soprattutto per il pubblico potenziale a cui ‘Rise Of The Warlords’ è indirizzato. Se amate l’epic metal realizzato con il cuore questo CD deve essere vostro.

Voto recensore
8
Etichetta: My Graveyard Productions

Anno: 2006

Tracklist:

01. Ancestral
02. Sacred Vengeance
03. Cimmerian Steel
04. Under The Black Stars
05. Swordsdance
06. March Of The Hoplite
07. Imperial Dream
08. Thirst For Glory
09. Legions Of The Underworld


leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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