Enslaved – Recensione: RIITIIR

“RIITIIR” è il dodicesimo album dei norvegesi Enslaved, uno dei pochi gruppi fondamentali del metal estremo, sia per la sua affermazione che per la sua crescita. Formatisi nel lontano 1991 (all’epoca Grutle e Ivar avevano 17 e 13 anni appena), gli Enslaved incarnano alla perfezione l’instancabile spirito di ricerca interiore e cambiamento stilistico, insito in un certo modo di intendere l’arte. La loro corposa discografia è un vero e proprio forziere di tesori musicali, nel quale si possono trovare capolavori pagan black come “Vikingligr Veldi” e “Frost” (1994), sperimentazioni psichedeliche (“Monumension”, 2001) e un personalissimo approccio black al progressive (“Isa”, “Ruun”).

Termine speculare e palindromo, riferibile ai riti/rituali esoterici norreni, “RIITIIR” è un album indubbiamente complesso, forse il più ambizioso e imponente della loro discografia, e rispetto agli ultimi lavori in studio (i già citati e “Axioma Ethica Odini”, 2010) “RIITIIR” sembra partire da presupposti concettuali differenti. Se in precedenza lo sguardo degli Enslaved era rivolto alla trascendenza, al sentiero di conoscenza e perfezionamento interiore dell’uomo verso lo spirito, il nuovo album mostra un attitudine molto più immanente, e un’attenzione marcata al realismo. Questa considerazione è rafforzata anche dall’artwork (come sempre del bravissimo Truls Espedal), sempre simbolico e pieno di riferimento all’arte tradizionale norvegese, ma in questa occasione con soggetti e tinte tangibili e concreti.

Un tale parallelismo concettuale attraversa tutto l’album, come sembra ribadire l’opener “Thoughts Like Hammers”: come si filosofa col martello, diceva Nietzsche, atteggiamento senza dubbio adatto a descrivere il modo franco e diretto proposto da Bjørnson e compagni per testare i propri valori/idoli/idee, calandoli nella realtà del mondo, piuttosto che venerandoli in una dimensione astratta.

Tutte le otto composizioni condividono senza dubbio lo stesso spirito di fondo, e la loro struttura, complessa e mutevole, si traduce in minutaggi relativamente elevati, ma nei quali non vi è nulla di superfluo o ridondante. Ne è la riprova la bathoriana “Death In The Eyes Of Dawn”, in cui le melodie chitarristiche di Arve Isdal si fondono alla perfezione con le vocals di Herbrand Larsen, e indubbiamente la loro miscela musicale, per quanto intrinsecamente eterogenea e polimorfa (cfr. “Veilburner”), è stata ampiamente influenzata dall’ingresso in line-up del tastierista ex-Audrey Horne, che nel corso degli ultimi album ha ricoperto un ruolo sempre più centrale, anche dietro al microfono, con vocals pulite ossianiche e lisergiche.

Ma in “RIITIIR” non manca comunque il classico black metal degli Enslaved, e il violento incipit di “Roots Of The Mountain”, assieme alla seguente title-track, ne sono immediata dimostrazione, con una cascata di riff e scream, che si intrecciano con accorto dinamismo alle sezioni più prog e atmosferiche, di cui la conclusiva e melanconica “Forsaken” è summa ideale.

Non si può che concordare con Bjørnson, nel constatare come il dodicesimo tassello discografico della band di Bergen sia contemporaneamente facile e difficile da descrivere. Facile perché è semplicemente un album Enslaved al 100%, dinamico, aggressivo e melodico al punto giusto; difficile perché ha raggiunto un grado ancora più elevato di profondità, complessità e stratificazione (e in questo senso supera, senza negarlo, il precedente “Axioma Ethica Odini”). In poche parole, il loro ennesimo capolavoro.

Voto recensore
9
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2012

Tracklist:

1. Thoughts Like Hammers 9:30
2. Death In The Eyes Of Dawn 8:16
3. Veilburner 6:45
4. Roots Of The Mountain 9:16
5. Riitiir 5:26
6. Materal 7:48
7. Storm Of Memories 8:58
8. Forsaken 11:14


Sito Web: http://www.facebook.com/enslaved

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Antonio

    Sto ascoltando qualche estratto su Youtube e…….DEVO ASSOLUTAMENTE CORRERE AD ACQUISTARLO *.*

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi