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Spiritual Beggars – Recensione: Return To Zero

Dopo cinque anni intensi di touring con gli Arch Enemy e le suggestioni della riunione dei Carcass, Michael Amott torna con la sua band dedita al più classico degli heavy rock. “Return To Zero” si segnala anche per l’ingresso dietro al microfono di Apollo Papathanasio (Firewind); l’impressione che si ha durante l’ascolto è paragonabile a quella provata tre anni fa all’ascolto di Mats Leven in seno ai Therion per il validissimo “Gothic Kabbalah”. “Lost In Yesterday” è una traccia estremamente cadenzata e “sabbathiana” ma nonostante la buona prova del cantante greco/svedese (molto Jorn style) questo come back è un lavoro nettamente inferiore alle ultime cose prodotte dagli Spiritual Beggars dal punto di vista strettamente compositivo (almeno in questo decennio); “The Chaos Of Rebirth” è forse l’unica buona traccia che ci sembra annegare in un mare di filler…cosa che proprio non ci si aspetterebbe da una line-ip di questa levatura. Rimane veramente poco altro da aggiungere ed è un peccato perché dagli autori di album importanti come “Ad Astra” e “Demons” nonché tra i maggiori fautori della rinascita dell’hard rock settantiano imbastardito con lo stoner e melodie chitarristiche legate al metal classico.

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