Spiritual Beggars – Recensione: Return To Zero

Dopo cinque anni intensi di touring con gli Arch Enemy e le suggestioni della riunione dei Carcass, Michael Amott torna con la sua band dedita al più classico degli heavy rock. “Return To Zero” si segnala anche per l’ingresso dietro al microfono di Apollo Papathanasio (Firewind); l’impressione che si ha durante l’ascolto è paragonabile a quella provata tre anni fa all’ascolto di Mats Leven in seno ai Therion per il validissimo “Gothic Kabbalah”. “Lost In Yesterday” è una traccia estremamente cadenzata e “sabbathiana” ma nonostante la buona prova del cantante greco/svedese (molto Jorn style) questo come back è un lavoro nettamente inferiore alle ultime cose prodotte dagli Spiritual Beggars dal punto di vista strettamente compositivo (almeno in questo decennio); “The Chaos Of Rebirth” è forse l’unica buona traccia che ci sembra annegare in un mare di filler…cosa che proprio non ci si aspetterebbe da una line-ip di questa levatura. Rimane veramente poco altro da aggiungere ed è un peccato perché dagli autori di album importanti come “Ad Astra” e “Demons” nonché tra i maggiori fautori della rinascita dell’hard rock settantiano imbastardito con lo stoner e melodie chitarristiche legate al metal classico.

Voto recensore
5
Etichetta: Inside Out / Century Media-EMI

Anno: 2010

Tracklist: 01. Return To Zero (Intro)
02. Lost In Yesterday
03. Star Born
04. The Chaos Of Rebirth
05. We Are Free
06. Spirit Of The Wind
07. Coming Home
08. Concrete Horizon
09. A New Dawn Rising
10. Believe In Me
11. Dead Weight
12. The Road Less Travelled

Sito Web: http://www.myspace.com/spiritualbeggars

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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