Mettiamola così: per apprezzare “Freedom” bisognerebbe considerare valido l’assunto che i Refused non siano mai esistiti. In questo caso potremo accogliere con piacere un album assolutamente godibile e ben fatto. Ma questi 17 anni di inattività (consideriamo che tra la reunion del 2012 e oggi il gruppo si è proposto prevalentemente dal vivo), le fughe dal mondo dell’hardcore di Dennis Lyxzén e soci e la fisiologica evoluzione dei gusti musicali, hanno inevitabilmente alterato il peso specifico della band svedese.
Chi ricorda il gruppo legato a un capolavoro come “The Shape Of Punk To Come” (1998), una delle più belle manifestazioni dell’impegno socio-politico in musica, alla sua rabbia e alla sua pur incredibile varietà, rimarrà fortemente deluso da “Freedom”. Se invece non sapete chi siano i Refused, eccovi servito sul piatto un discreto album di hardcore melodico con alcuni orecchiabili ritrovati funky e pop. Un ascolto gradevole e in parte coinvolgente, ma che si dimentica in fretta.
Prodotto a quattro mani da Nick Launay (Arcade Fire, Kate Bush, Nick Cave), e Shallback (Taylor Swift, Britney Spears e P!nk), che ha curato i due brani più easy listening (“Elektra” e “366”), “Freedom” scorre con buona soluzione di continuità ma non propone colpi di genio sensibili. Le liriche restano di genuina opposizione ma forse ci sono un po’ troppi luoghi comuni, mentre la musica, ah beh, quella si fa un bel lifting, ammicca ai passaggi radiofonici e non fa troppo male.
Non è un caso che il meglio arrivi dunque dai pezzi che in qualche modo si legano al passato, come la cupa “Old Friends / New War” e la diabolica, lenta, lancinante “Useless Europeans”, mentre il resto (pur dignitosissimo!) è un inseguire un groove costante e la melodia che arriva subito al dunque, con esempi come il singolo “Dawkins Christ”, la funky “Françafrique” e “War On The Palaces” ad emergere dal coro.
Ribadiamo il concetto: se cooscete la band e l’avete seguita nel corso degli anni’90, non aspettatevi il successore di “The Shape Of Punk To Come”, perchè “Freedom” è distante anni luce dallo stile e dall’attitudine che lo distinsero. Se invece avete tempo e voglia di cimentarvi in un ascolto nella media, godibile e di breve longevità, fatevi avanti.
| Voto recensore 6,5 |
Etichetta: Epitaph Records Anno: 2015 Tracklist: 01. Elektra Sito Web: http://officialrefused.com/ |
