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Reckless Love – Recensione: InVader

A distanza di tre anni dall’uscita di “Spirit” tornano a far parlare di se i Reckless Love con il loro nuovo album in studio intitolato “InVader”. In questo periodo di silenzio Olli Herman (voce) è stato anche impegnato con il suo side-project i The Local Band, gruppo in cui militano componenti di Children Of Bodom, The 69 Eyes e Santa Cruz e che hanno rilasciato un album “Locals Only” alla fine dello scorso anno in cui hanno dato lustro a delle cover del passato. E si può dire che proprio da questo amore per le band degli anni ottanta e da questo tipo di sound la formazione finlandese ha tratto ispirazione per alcuni pezzi di questo nuovo disco, soprattutto in “Child Of The Sun” che profuma di quell’epoca e di quei suoni ariosi e pop  che faranno scendere una lacrimuccia ai nostalgici di quel periodo.

Stiamo comunque parlando dei Reckless Love e non possono mancare composizioni che ricalcano il loro trade mark classico, quel hair metal arioso e allo stesso tempo graffiante che è la colonna portante della band nordica, in particolare l’opener “We Are The Weekend” è una cascata di note cariche di energia e possiede un gustosissimo senso della melodia e un refrain a dir poco vincente. Non da meno la successiva “Hands” incalzante nella parte iniziale che poi sfocia in un ritornello trascinante e ruffiano quanto basta e che ricorda anche gli ultimi Private Line. “Monster” è il primo singolo e video e ci fa vedere il lato più goliardico del four piece in una traccia che parla in modo ironico e dissacrante della chirurgia plastica e degli effetti del botox, mentre  “Scandinavian Girls” può essere vista come la versione finlandese di “California Girls” di David Lee Roth, un brano spassoso al punto giusto.

Con questo “InVader” la band ha fatto un passo in avanti cercando di sperimentare e di dare una boccata di ossigeno al loro sound guardando si al passato, ma con gusto e personalità rendendo proprie influenze anche lontane dal loro tipico trademark. Sicuramente ci sarà qualcuno che storcerà il naso ad un primo ascolto, ma passato lo shock iniziale sarà impossibile non lasciarsi coinvolgere da queste dieci composizioni di arioso e gustoso glam rock dal retrogusto pop.

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