Zgard – Recensione: Place Of Power

Dopo averci abituati a capolavori assoluti sulla scia dei primi Nokturnal Mortum e Kroda, l’ultimo album degli slavi Zgard, il cui nome, in dialetto “hutsuli”, ossia ruteno carpatico (ucraino dei monti occidentali) vuol dire amuleto, si presenta come un lavoro molto solido. Diamo merito al polistrumentista Yaromisl, che non si sposta di una virgola da quanto prodotto finora, di aver permesso fin dal 2012 a un buon numero di amanti del genere, tra cui il sottoscritto, di continuare a seguire le sempre più variegate sperimentazioni dei più noti connazionali Nokturnal Mortum senza doversi dolere della perdita di un certo mood del passato: “Totem” (2015) e “Within the Swirl of Black Vigor” (2017) sono due capolavori del pagan black battagliero più intransigente e variegato targato Zgard, in un compromesso tra i Nokturnal Mortum di Nechrist, i Kroda di Schwarzpfad e i mirabili lavori degli scomparsi Aaskereia, dove alle sfuriate tempestose tipiche di un certo pagan black di matrice est europea si accompagnavano spesso e volentieri, come trademark peraltro mai impropriamente abusato, quelle melodie panslave fatte di strumenti tradizionali a corda dal gusto tzigano e flauti: quegli strumenti così famigliari, anche ai fan dei ben più accessibili Arkona. Eppure stavolta qualcosa non quadra.

Messi incomprensibilmente da parte i brevi ma illuminanti scorci di magico folklore, su “Place of Power” Yaromisl ha deciso di puntare tutto, in modo a mio modo di vedere eccessivo, su un repertorio “extremely aggressive” piuttosto manierato dove è difficile distinguere i brani. Pur riconoscendo, a fatica, a pezzi come “Old Ruins” e “Ascension Fog” una certa evocativa nobilita, scorgo nel desiderio di “spaccare” a tutti i costi, dopo ben quattro lunghi anni di attesa il rischio di rompere anche il patto coi fan innamorati di Zgard è forte. Due esempi di questo rinnovato groove dai toni intransigenti ed estenuanti sono proprio “Place of Power” e “Last Harvest”, che mostra la vera anima “Zgard” solo nel finale: un po’ troppo tardi. A Yaromisl vanno sempre riconosciuti coerenza, talento e serietà: ma questa volta, a furia di pestare, ma la classe non è acqua: se i Nokturnal Mortum sono diventati star della sperimentazione esterna a 360 gradi e i Kroda si sono ammosciati, forse Zgard vuole continuare a restare un prodotto di nicchia: tutto ciò con il più caro augurio che il magico amuleto non si incrini…

Etichetta: Schwarzdorn Production

Anno: 2021

Tracklist: 01.Arise 02.Trap of Cold 03.Old Ruins 04.Ascension Fog 05.The Fiendmother 06.Place of Power 07.Last Harvest 08.Thaw
Sito Web: https://m.facebook.com/Zgard/

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