Wolfheart – Recensione: Constellation Of The Black Light

Prosegue inarrestabile la marcia dei Wolfheart , band nata nel 2012 per volontà del mastermind Thomas Saukkonen. Il musicista finlandese, già attivo con precedenti progetti quali Before The Dawn, Black Sun Aeon, Dawn of Solace e Routasielu, consolida quanto di buono fin qui prodotto senza però aggiungere interessanti novità alla proposta della band.

Se il disco d’esordio “Winterborn” e il successivo “Shadow World” colpivano l’ascoltatore con il loro Death Metal venato da sfumature ora Viking, ora Folk, ora Black Metal, già con l’ultimo “Tyhjyys” la formula dei Wolfherat iniziava a mostrare i primi segni di cedimento: la riproposizione stanca di determinate soluzioni e il ricorrere a colori e a umori ormai noti inficiava sensibilmente la riuscita generale della proposta. Pur rimarcando l’accattivante veste del disco e l’appeal dei brani, non potevamo trascurare una certa fissità nel sound del gruppo.

Dispiace constatare come il discorso non cambi nemmeno con “Constellation Of The Black Light”, primo disco uscito sotto l’egida Napalm Records. Affiancato da Mika Lammassari (chitarra solista), Joonas Kauppinen (batteria) e Lauri Silvonen (basso), Saukkonen regala a tutti i fan del combo sette tracce di robusto Death Metal, per oltre quaranta minuti di musica estrema. Il problema, se di problema vogliamo parlare, è che lo sviluppo di brani quali “Everlasting Fall” o “Forge With Fire”, per quanto emotivamente forti e ricchi di sfumature toccanti, non rappresentano più una novità. Tutt’altro. Detto dell’opener, il brano decisamente più articolato e dal minutaggio più alto, la tracklist di “Constellation Of The Black Light” alterna episodi di estrema brutalità come “Breakwater” e “Warfare” ad altri più cadenzati, mid-tempo quali “The Saw” e “Defender”.

Ogni traccia, dunque, parte da un approccio diverso per poi ampliare lo spettro con melodie melanconiche, terremotanti assalti all’arma bianca e la voce di Saukkonen che dietro al microfono si esibisce nell’ennesima prova potente ed espressiva. In chiusura, troviamo l’evocativa “Valkyrie”, traccia che pone il suggello su un disco valido, ed è giusto rimarcare la grande qualità della produzione, dell’esecuzione e dell’interpretazione dei singoli componenti del gruppo. Ma il risultato appare troppo scontato. La speranza è che per il prosieguo della propria carriera i Wolfheart possano svincolarsi da posizioni fin troppo bloccate e provare ad aumentare le soluzioni a loro disposizione.

Le capacità a disposizione di Saukkonen e compagni sono enormi ed è dunque lecito aspettarsi qualcosa di più fresco e innovativo. Attendiamo fiduciosi.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Everlasting Fall 02. Breakwater 03. The Saw 04. Forge With Fire 05. Defender 06. Warfare 07. Valkyrie
Sito Web: http://wolfheartofficial.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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