While She Sleeps – Recensione: Sleeps Society

Il metalcore come genere ha avuto una vera e propria esplosione negli anni 2000, soprattutto nel periodo 2008/2015, annate in cui sono usciti moltissimi album e sono nate altrettante band. Siamo stati di fronte a lavori uguali e a gruppi perfettamente sovrapponibili ad altri, per la maggior parte caduti nel dimenticatoio. Tra i superstiti, ma con onore, dobbiamo annoverare i While She Sleeps, band inglese che ha sempre saputo rinnovarsi e che, nonostante il successo, ha saputo conservare e fare vanto della propria indipendenza. A loro va il plauso di aver saputo mettere a frutto il momento triste della pandemia componendo, scrivendo e creando per altro un format interessante che ha permesso ai fan più fedeli di avere un rapporto stretto con la band, ma soprattutto a moltissimi futuri musicisti e addetti ai lavori di imparare da loro e soprattutto studiare.

Sleeps Society” non è un album che arriva dal nulla, ma è un lavoro che tratta di tematiche molto importanti e che mette nero su bianco i sentimenti che hanno pervaso tutti noi nell’ultimo anno e mezzo. Che si tratti di rabbia o di crollo psicologico, ognuno trova nell’album un brano a cui legarsi, dando una propria personale chiave di lettura.

Anticipato da minitaser e dai singoli “Sleeps Society”, uno dei pezzi migliori dell’album, “Nervous”, tra tutti il brano più emotivo e sentito (e di cui si consiglia di vedere il making of su YouTube”) che vede come ospite Simon Neil, e “You Are All You Need”, i tre singoli, completamente diversi fra loro, mettono in musica le differenti anime di una band che negli anni si è rinnovata, ha studiato, ha sperimentato e ha alzato sempre di più il livello.

Il connubio interessante e che strizza l’occhiolino ai fan più giovani e un po’ più punk è sicuramente quello con Deryck Whibley, anima, voce e chitarra dei Sum 41, che su “No Defeat For The Brave” crea un sorta di mash-up tra le band.

Se dal punto di vista del songwriting siamo sempre di fronte ad una coerenza con i lavori precedenti e ad una qualità che migliora di album in album, dal punto di vista puramente melodico ci si trova in una comfort zone che, malgrado l’utilizzo dell’elettronica, qui ancora ad un livello un po’ troppo primordiale, non porta grandi novità. A livello tecnico c’è ben poco da obiettare, siamo di fronte a dei professionisti che sanno quello che suonano e che fanno confluire nelle esecuzioni tutte le loro influenze, senza cadere troppo nel clichè previsto dal genere. Ma come mai questa titubanza nel fare una valutazione? Perché pur essendo “Sleeps Society” un buon album che merita di essere ascoltato e suonato dal vivo, non ha assolutamente quel graffio che ha fatto del precedente “So What?” uno degli album di genere più impattanti del 2019.

Etichetta: Sleeps Brothers

Anno: 2021

Tracklist: 01. Enlightenment(?) 02. You Are All You Need 03. Systematic 04. Nervous (feat. Simon Neil) 05. Pyai 06. Know Your Worth (Somebody) 07. No Defeat For The Brave (feat. Deryck Whibley) 08. Division Street 09. Sleeps Society 10. Call of the Void (feat. Sleeps Society) 11. DN3 3HT
Sito Web: https://whileshesleeps.com

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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