Manilla Road – Recensione: Voyager

‘Voyager’ è il nuovo album del secondo corso dei manilla Road e senza ombra di dubbio il migliore da ‘Atlantis Rising’. Questo fatto si aggiunge alla recente firma dei nostri per la nostra etichetta My Graveyard Productions che quindi possiamo ormai sempre più considerare una bandiera per ciò che concerne il metal tradizonale ed epico, non sono italiano ma anche estero.

L’unico punto negativo della release rimane ancora una volta la produzione ed i suoni in generale. Per quanto si possa dire che effettivamente i Manilla Road necessitino un sound anni ’80 non è possibile che una release come ‘Voyager’, del 2008, suoni peggio di ‘Crystal Logic’ uscito nella prima metà degli anni ’80… è inammissibile.

Detto questo aggiungiamo anche che approdare a ‘Voyager’ non è semplice. Ad un primo ascolto il CD vi annoierà. Al secondo ascolto comincerete ad apprezzare alcune melodie, come quelle di ‘Blood Eagle’ e le tante perti acustiche di ‘Voyager’ stessa per esempio. Al terzo ascolto apprezzerete ancor di più i passaggi epici di ‘Butchers Of The Sea’ o le melodie dolcissime di ‘Tree Of Life’. Al quarto ascolto tutto diventerà più chiaro e troverete in questo CD una summa di epic metal elitario e meraviglioso, che non vi abbandonerà mai.

Si tratta quindi di un album difficile, ma anche di un affascinante concept lirico, che racconta la storia di un gruppo di vichinghi in fuga dalle terre natie dove viene imposta la religione cristiana. L’approdo dei nostri seguaci di Odino, dopo lungo peregrinare, è l’America Centrale, dove Holgar e i suoi seguaci si scontrano con i nativi toltechi e con il vescovo Henricus (che farà una fine bruttissima… descritta nella song ‘Blood Eagle’ e già evocata dai Doomsword in un loro album). non aggiungiamo altro per lasciarvi scoprire il resto di questa affascinante epopea epica.

Sicuramente la musica scritta da Mark “The shark” Shelton per questo concept è la più adeguata e lascia ampio spazio ad ariose melodie di chitarra; in particolare notiamo come vi siano nell’arco delle nove tracce presentate, tantissime parti di chitarra acustica, a partire dalla sognante ‘Tree Of Life’, per continuare con la lunga e mastodontica title-track (oltre i nove minuti) ed ancora con la conclusiva e malinconica ‘Totentanz (The Dance Of Death)’.

Ma non mancano anche assalti in pure epic power style come ‘Conquest’, uno dei più possenti e veloci pezzi scritti dai Manilla, che da un lato presenta un quasi growl alla voce di Shelton (in questa release Mark si occupa di tutte le linee vocali ma nel frattempo si segnala che Bryan “Hellroadie” Patrick è ritornato nelle fila della band e ritornerà ad occuparsi del cantato) e dall’altro presenta una brilante linea ritmica, in cui spicca in primis il giovane drummer Cory “Hardcore” Christner, ma anche il bassista Harvey “Crow” Patrick non è da meno.

Altro pezzo da novanta del disco e forse capolavoro della release è ‘Blood Eagle’, sei minuti di epicità pura, introdotti da un altisonante organo suonato dallo stesso Shelton, che fanno da intro a una song che emana un’incredibile epicità e che si stamperà subito nella vostra mente, complice un ritornello molto melodico ed estremamente efficace.

Insomma, se l’epic metal è il vostro pane ma non amate CD troppo sempliciotti ‘Voyager’ è la vostra release del 2008, non perdetela.

Voto recensore
8
Etichetta: My Graveyard Productions

Anno: 2008

Tracklist: 01. Tomb Of The Serpent King / Butchers Of The Sea
02. Frost And Fire
03. Tree Of Life
04. Blood Eagle
05. Voyager
06. Eye Of The Storm
07. Return Of The Serpent King
08. Conquest
09. Totentanz (The Dance Of Death)

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