Amon Amarth – Recensione: Versus The World

Il quarto full length degli Amon Amarth fa registrare alcune variazioni abbastanza significative. Rispetto al passato il death metal vichingo (debitore del death svedese creato da In Flames e Dark Tranquillity) diventa più rozzo e diretto, più Motorhead oriented, potrei dire. In tal senso intendo far notare come la struttura dei brani sia più semplice e concreta; inoltre è percepibile un “ispessimento” del songwriting, con track più lente e cadenzate. Aggiungo che inoltre il cantato di Johan Hegg è diventato ancor più profondo e gorgogliante. Purtroppo questa svolta denota, come era inevitabile, anche una perdita di fascinosità nel sound del gruppo svedese; ‘Versus The World‘ si ascolta sino alla fine, ma non senza sbadigli. Nonostante il trend del CD sia nettamente in discesa, rispetto agli altri ottimi album della band, possiamo comunque inserire alcuni brani fra i migliori del gruppo. Su tutti voglio ricordare l’anthemica ‘Thousand Years Of Oppression‘, che propone tutte le migliori armi a disposizine della band, dai riff melodici al cantato profondo e mastodontico, dal ritmo roboante (garantito dal bravo batterista) alle piccole e significative innervature melodiche che rendono il brano più interessante. Nel complesso ‘Versus The World‘ può senz’altro interessare ai fan della band ed agli estimatori di viking metal; per gli altri consiglio vivamente un ascolto preventivo.

Voto recensore
6
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Death In Fire / For The Stabwounds In Our Backs / Where Silent Gods Stand Guard / Versus The World / Across The Rainbow Bridge / Down The Slopes Of Death / Thousand Years Of Oppression / Bloodshed / ... And Soon The World Will Cease To Be


leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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