Vanishing Point – Recensione: Dead Elysium

Non sono mai stato un estimatore a tutto tondo della musica dei Vanishing Point, soprattutto all’inizio della loro carriera, ma devo riconoscere una grande coerenza in quanto pubblicato dagli australiani nel corso degli anni senza inseguire trend particolari o producendo in quantità eccessiva ma sempre assecondando il naturale svolgimento della loro parabola artistica.

“Dead Elysium” è solo il sesto album in più di vent’anni di presenza sul mercato discografico e giunge ben dopo sei rispetto al precedente “Distant Is The Sun” senza stravolgere una formula genericamente etichettabile come melodic power metal (con saltuari cenni prog).

Il cantante Silvio Massaro ed il chitarrista Chris Porcianko sono gli unici superstiti della formazione iniziale ma ciò non toglie che i Vanishing Point abbiamo ancora ragione di esistere nonostante il livello raggiunto dalla loro musica sia ormai quello definitivo ovvero un buon melodic metal che prende un po’ dalla scena europea (soprattutto) e un po’ da quella americana ma che probabilmente, per usare un parallelo calcistico, non giocherà mai in Champions League.

Il pezzo che da il titolo all’album è una dignitosa opener contenente tutte le caratteristiche del Vanishing Point sound… oggettivamente inattaccabile ma che non ti lascia il desiderio di dedicarle ascolti ripetuti a causa di una formula troppo ritrita; lo stesso discorso può essere valido per “Count Your Days” che ha un ritornello decisamente più catchy, al limite dell’AOR.

“To The Wolves” è più sinfonica con dei tratti comuni ai Kamelot ma se cercate originalità ed innovazione sicuramente non la troverete tra le note di “Dead Elysium”; la stessa “The Fall” non avrebbe sfigurato nel songbook dei Masterplan ed è un tipo di class metal sul quale Porcianko & Co. dovrebbero puntare in futuro per suonare più freschi e attuali.

Anche “The Healing” è un pezzo piacevole, ancora in vena power ma il livello tecnico e sonoro raggiunto oggigiorno dalla maggior parte delle band è talmente elevato che purtroppo i Vanishing Point dovrebbero cercare di osare un po’ di più in termini di proposta (cosa che peraltro sembra proprio nelle loro possibilità).

Lungi da me comunque risultare ipercritico verso un album che tutto sommato scorre piacevolmente ed è curato in tutti i dettagli; solo, da una band di questa esperienza, ci si aspetterebbe sempre una scintilla o una mossa che scombini le carte in tavola per creare qualcosa di più intrigante per orecchie ormai sempre più esigenti.

Etichetta: AFM Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Dead Elysium 02. Count Your Days 03. To The Wolves 04. Salvus 05. The Fall 06. Free 07. Recreate The Impossible 08. Shadow World 09. The Healing 10. The Ocean
Sito Web: https://vanishing-point.com.au

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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