Mourn In Silence – Recensione: Until The Stars Won’t Fall

“Until The Stars Won’t Fall” è la seconda prova sulla lunga distanza degli imolesi Mourn In Silence, band di una certa esperienza (si origina nel 1997) e autrice di un primo full lenght nel 2001 (“Light Of Misery”) e di un Ep, “Redemption”, nel 2003. Dopo un periodo lungo, di circa dieci anni, i romagnoli tornano sul mercato discografico con questo lavoro, un platter che guarda all’extreme metal melodico più popolare, fatto di un bacino di influenze che va dai Cradle Of Filth ai Dimmu Borgir del primo periodo, ma comprende anche alcune cose dei Dissection e dei Keep Of Kalessin. “Until The Stars Won’t Fall” mescola dunque black e death metal melodico e poggia inoltre su degli inserti sinfonici profondi che sottolineano l’anima più epica dei nostri, padroni di una facciata “gotica” che dona ai brani una maggiore eleganza. Il tutto è ovviamente già sentito in numerosi contesti, ma il gruppo riesce comunque ad offrire un lavoro professionale e competitivo se lo paragoniamo alla maggioranza delle uscite di questo periodo. Convincono in particolare “When The Sun Can’t Shine”, che registra l’intervento della voce femminile e vanta una base sinfonica particolarmente enfatica, ancora “Severance”, episodio veloce e squisitamente filthiano e infine una traccia che potremmo definire “sperimentale” come “Un Lacrimoso Rivo”, basato sull’opera di Torquato Tasso e interpretato come una decadente poesia. “Until The Stars Won’t Fall” è un lavoro curato sotto ogni punto di vista, purtroppo non vi è ancora nulla di sorprendente ma piacerà senza dubbio agli estimatori di questo panorama.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Controcorrente Records

Anno: 2012

Tracklist:

01.  Custos Mortis
02.  Beginning Of Ruin
03.  Winter's Breath
04.  Where the Sun Can't Shine
05.  Heart of Madness
06.  Un Lacrimoso Rivo
07.  Severance
08.  A Secret Grief
09.  Until the Stars Won't Fall


Sito Web: http://www.facebook.com/pages/Mourn-in-Silence/76194071763

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login