Immolation – Recensione: Unholy Cult

Un altro colpo grosso per il death metal. ‘Unholy Cult’ riprende il classico Immolation Sound e lo (ri)porta alla luce in otto canzoni che rappresentano un nuovo stato dell’arte del gruppo. Tradizionali e seminali, da tredici anni sulle scene del death, brutali e apocalittici, epici nella title track e violenti. Esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un disco death metal (e questo il gruppo lo sa benissimo), tanto da piazzare il primo assalto con ‘Of Martyrs And Men’, marziale e spaccaossa. La frontiera epica della canzone che intitola la raccolta sembra essere il gioco di continuità con ‘Closer To A World Below’, buia e pesante, con il grande desiderio di far valere i propri diritti sul genere. Umano, stavolta. ‘A Kingdom Divided’ è un distillato di metal scaduto, puzzolente e nevrastenico nei riff, dinamico e ben guidato dai sacerdoti del Culto così come i registri musicali spostano ‘Rival The Eminent’ non solo a diventare una delle canzoni migliori del disco, ma a rimanere a lungo negli ascolti Death Metal che contano per lungo tempo. Non c’è assolutamente nulla di sbagliato in ‘Unholy Cult’, le chitarre che si incrociano nella corsa furiosa di una sezione ritmica mai a corto di fiato ed in perenne sprint, la violenza e la forza esercitata per tentare di tenere sotto controllo il caos generato sono bilanciate per costruire una palizzata contro la quale sbattere il capo per riprendere ad assaporare il dolore dopo l’annichilimento completo di ‘Reclutant Messiah’ sparata a volumi folli. Una bestia. Feroce. Libera. Da questo punto di vista, il passaggio ad un’etichetta più sommersa rispetto al loro passato (fra Roadrunner e Metal Blade) ha giovato al gruppo che gode anche di una produzione davvero intensa e precisa per il disco. Alla lunga, la considerazione maligna è quella di riuscire a decifrare ‘Unholy Cult’ come un disco onesto o meno. Da una parte la band che ha contribuito a fissare le coordinate di un suono, dall’altra la stessa band che (ri)abbraccia coordinate “classiche” abbandonando le scintille di metamorfosi che avevano contraddistinto in particolare il precedente lavoro. Un disco death metal ben fatto e calibrato. Nel caso possa bastare questo per affiancarlo allo scrigno di Nile, fatelo vostro.

Voto recensore
7
Etichetta: Listenable / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist: Of Martyrs And Men / Sinful Nature / Unholy Cult / Wolf Among The Flock / Reclutant Messiah / A Kingdom Divided / Rival The Eminent / Bring Them Down

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