Danger Zone – Recensione: Undying

…I’m pulling out my pad and pen, tryin’ to find perfect words again…

Se “Line of Fire” aveva parzialmente placato la sete di vendetta dei Danger Zone, “Undying” è il disco del riscatto con il quale la band prende davvero a pugni il destino.

Con l’ostinazione di chi continua ancora a crederci, il combo emiliano torna nella zona pericolosa e confeziona dodici favolosi brani di Hard melodico.

“I to I” e “Desire”, mine vaganti sul campo di battaglia, esprimono il lato più veloce e duro dell’album.

“Hottest Fire” e “Goin’On”, impreziosite da cori orecchiabili e detonanti (Kiss style), imprimono il loro nome nella roccia in maniera marcata ma il vero pezzo da novanta è “More Heaven than Hell” ovvero un fantastico gioiello Class metal che, a livello di sound, ha molti punti di contatto con i Melidian di “Lost in The Wild”. “Love Still Finds A Way”, invece, veste panni griffati Dokken.

Come in ogni lavoro d’alta classe non potevano mancare alcune parentesi dedicate ai rockers  dal cuore tenero : “Paralyzed” mischia il lato acustico a quello elettrico e si accomoda in ritornelli efficaci, “Falling Up” sboccia in sonorità vellutate e rilassate ingentilite anche grazie all’ausilio di tastiere e violoncello mentre l’intrigante “The Dreaming” si appoggia sopra un tappeto di keys che attenua l’operato della chitarra elettrica e coniuga (in maniera eccellente) seta e acciaio.

Il vero punto di forza dei Danger Zone è il magico guitar working di Roberto Priori che si sbizzarrisce e macina riff ed assoli letali d’esemplare eleganza e gusto melodico (le sfuriate soliste di “Half a Chance” e “Desire” sono sbalorditive). D’altro canto, le parti vocali sono molto curate e la voce carismatica di Gigantelli dona quel tocco distintivo alla proposta musicale avvalorata anche grazie all’apporto di Paolo Palmieri che picchia come un dannato dietro ai tamburi e di Roberto Galli, preciso e certosino al basso.

Le canzoni sono ben bilanciate tra loro, il consolidato sodalizio vincente tra lo stesso Priori e Jody Gray ( già partner in crime della band durante la realizzazione di “Line of Fire”) garantisce una produzione impeccabile al disco.

Unico appunto per la copertina abbastanza fuorviante in quanto sarebbe forse risultata più adatta per rappresentare visivamente un platter Metalcore.

“Undying” vi sta aspettando. Seguite i Danger Zone nella zona pericolosa.

Voto recensore
8
Etichetta: Avenue of Allies

Anno: 2012

Tracklist:

01. Undying
02. I To I
03. Half A Chance
04. Paralyzed
05. Hottest Fire
06. Falling Up
07. Desire
08. Goin' On
09. More Heaven Than Hell
10. Stand Up
11. The Dreaming
12. Love Still Finds A Way


Sito Web: http://www.dangerzoneweb.com/

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