Triumph – Recensione: Progressions Of Power

Il Canada, molto spesso, in ambito hard rock è sinonimo di grande musica dalla classe indiscutibile, stilisticamente una sorta di ponte fra gli States confinati e la madrepatria inglese. In questo ambito una delle eccellenze assolute di quel Paese è stato un power trio chiamato Triumph.

Formati a metà anni ‘70 da Gil Moore (batteria e voce), Mike Levine (basso e tastiere) e Rick Emmett (chitarra e voce) fin dall’inizio si sono caratterizzati per un hard rock con le origini nel rock blues, con riminiscenze zeppeliniane, forti dosi di melodia e l’alternanza delle voci di Emmett e Moore a rendere più vario il sound. Il loro esordio discografico avviene nel 1976 col disco omonimo, e uno dei vertici artistici di una discografia quasi sempre di altissimo livello è rappresentato da questo “Progressions of Power” del 1980.

L’apertura dell’album è data dall’esplosivo power rock’n’roll “I Live For The Weekend”, cantata da Moore, che costituisce un’autentica maratona per un Rick Emmett in permanente assolo, dove dimostra le sue straordinarie capacità di chitarrista. Cambia l’atmosfera con l’inizio acustico di “I Can Survive”, uno splendido hard melodico con un uso dei cori pressoché perfetto e un ritornello che non può non restare stampato in testa, mentre “In The Night” è un brano dalle atmosfere più dilatate dove è la voce di Emmett a spiccare. “Nature’s Child” è un hard sinuoso con l’attacco funkeggiante e la parte centrale caratterizzata dal potentissimo solismo di Emmett. Si prosegue con “Woman in Love”, altro pezzo che ai riff hard blues sovrappone una melodia e ritornelli dalla grande presa, ben diversa dalla delicata e soffusa “Take My Heart”, con bellissime parti di chitarra classica. La batteria di Moore introduce la tirata “Tear The Roof Off” all’insegna di un hard rock immediato e godibile. Ma come in ogni disco dei Triumph arriva il momento del brano strumentale per la sola chitarra classica di Emmett, qui intitolato “Finger Talking”, che in un excursus stilistico dimostra l’abilità, il gusto e la versatilità del chitarrista. Il gran finale è affidato all’epica “Hard Road” altro concentrato di melodia intensa e drammatica, sorretta da una base potente e dinamica.

Dopo questo splendido disco i canadesi continueranno con altri album sempre all’insegna di un hard permeato da gran classe e melodia, di notevolissima qualità media, ottenendo anche un buon successo oltre che in patria anche negli USA, soprattutto con l’album “Thunder Seven” del 1984, che vedrà un leggero spostamento verso sonorità AOR, senza però rinnegare il loro stile musicale. Alla fine del decennio Emmett lascerà la band e verrà sostituito dal chitarrista Phil X con cui verrà pubblicato un buon album, che però non eviterà lo scioglimento del trio, che vedrà solamente qualche sporadica reunion per alcuni concerti.

Attualmente piuttosto immeritatamente dimenticati, a discapito della popolarità avuta fra la fine dei ‘70 e i primi ‘80, i Triumph sono una delle band assolutamente da riscoprire da chiunque ami l’hard rock melodico eseguito con grande perizia strumentale e vocale, e con una qualità e una cura nella scrittura e negli arrangiamenti dei brani con ben pochi rivali nel suo genere, facendoli diventare una delle punte di diamante del grande rock canadese.

Etichetta: Attic Records

Anno: 1980

Tracklist: 01. I Live For The Weekend 02. I Can Survive 03. In The Night 04. Nature’s Child 05. Woman In Love 06. Take My Heart 07. Tear The Roof Off 08. Finger Talking 09. Hard Road
Sito Web: https://www.facebook.com/TriumphTheBand

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