Tommy’s Rocktrip – Recensione: Beat Up By Rock N’ Roll

Un pochino di blues, un pizzico di desert rock, un sentore di prog e tanta attitudine seventies: è questa la ricetta, nemmeno così banale, di un nuovo progetto solista che nasce per volere di Tommy Clufetos, cantante e soprattutto batterista statunitense dal solido curriculum, dal momento che il suo portfolio include Alice Cooper, Ted Nugent, Rob Zombie, Ozzy Osbourne, The Dead Daisies e soprattutto Black Sabbath, accompagnati nel corso del “The End Tour” in sostituzione di Bill Ward. A differenza di quanto lo stile visivamente appariscente di Tommy e la copertina scanzonata del suo primo disco potrebbero fare presagire, quello di “Beat Up By Rock N’Roll” non è un trip così colorato e divertito: i suoi suoni cupi e sabbiosi, così come i riff croccanti (“Welcome To The Show”) abbinati ad un drumming sorprendentemente denso e potente (“Got To Play Some Rock N’Roll”) da parte dello stesso Clufetos, sono giusto un assaggio del mondo fisico e nascosto descritto dall’artista americano. Traccia dopo traccia, la sensazione è quella di avventurarsi in un territorio audace e melmoso, rauco e polveroso, portatore di quella rara autenticità che oggi è più facile scovare nel brutto, nello sporco e nel cattivo. Come se solo il bello potesse essere costruito.

Ed è proprio da queste atmosfere rugginose che il disco dei Tommy’s Rocktrip sembra voler attingere a piene mani, pescando senza riguardi da Warrior Soul, primi Motley Crue e Kjuss per creare un ibrido selvaggio che solo a tratti si riconosce in forme vagamente da classifica (“You Got The Cash I Got The Flash”), hard alla AC/DC (vedi l’anonima e svogliatissima title-trackBeat Up By Rock N’Roll”), punk senza freni con assolo alla Motorhead (“Don’t Be Afraid”), elegia americana alla Tesla (“The Longevity”), country delle origini (“The Power Of Three”) o puro rock n’roll (“Make Me Smile”): negli altri casi la miscela è semplicemente esplosiva, gridata e nervosa, stilisticamente ribelle, catturata su disco con efficacia e restituita ad ogni ascolto con la stessa, vigorosa energia. Anche senza la presenza di strutture eccessivamente codificate e punti di riferimento, il proposito della band fronteggiata in tandem da Eric Dover (Jellyfish, Slash’s Snakepit, Alice Cooper) e lo stesso Clufetos non soffre di crisi di identità: i passaggi strumentali – spesso caratterizzati, come da copione, da una forte componente ritmica – spezzano in modo imprevedibile l’andamento di ogni brano, le linee melodiche tendono a ripetersi nella loro attitudine graffiante e pure l’intreccio tra riff di chitarra e cori diventa dopo poco una costante che non disturba.

Beat Up By Rock N’Roll” è un pulsare interessante, ed a suo modo unico per essere un disco 1) pubblicato da Frontiers 2) nel 2021. Non si tratta di un lavoro geniale, questo no, perché in nessun momento le sue componenti sguaiate si combinano in un insieme particolarmente evocativo, originale o irriverente. Ma probabilmente non è il genio ciò che si chiede ad un lavoro che fa della percussione e dell’immediatezza il suo carattere più umile ed al tempo stesso più nobile. Il suo rock disordinato, però capace di assumere anche toni ora citazionisti ora più delicati, regala una sensazione così intensa, plastica ed analogica che perfino il giudizio sulla sua incostante qualità compositiva passa in secondo piano. Un prodotto del genere, destinato alla frustrazione di una ricerca continua e senza fine, non può per definizione ritenersi completo, perché l’eventuale sensazione di completezza ed appagamento né smorzerebbe i toni, ne addormenterebbe la rabbia, ne ridicolizzerebbe la collettiva isteria. L’unico compito al quale “Beat Up By Rock N’Roll” intende assolvere è invece quello di fotografare un’oretta di rock ruspante e determinato, vibrante e caotico al punto da sembrare a più riprese addirittura improvvisato: se per una volta al rock vorrete chiedere questo tipo di esperienza, questo album troverà finalmente la pace effimera – e pericolosa – che solo uno scopo raggiunto può regalare.

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Heavy Load 02. Welcome To The Show 03. You Got The Cash, I Got The Flash 04. Make Me Smile 05. Do It Again 06. Kid Blood 07. Don’t Be Afraid 08. Beat Up By Rock N’ Roll 09. Got To Play Some Rock N’ Roll 10. The Longevity 11. Power Of Three
Sito Web: facebook.com/TommysRockTrip

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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