Tommy DeCarlo – Recensione: Dancing In The Moonlight

La bellezza della storia di Tommy DeCarlo sta tutta nella sua semplicità: fan dei Boston da quando aveva dodici anni, DeCarlo pubblicò un paio di canzoni sulla propria pagina MySpace quando la band americana perse il proprio cantante Brad Delp. I file audio suscitarono l’interesse del management ed il resto, come si dice in questi casi, è storia: dal ruolo di credit manager per Home Depot a frontman di una delle formazioni più conosciute del pianeta non si può certo dire che il passo sia stato breve… ma la semplicità con la quale è possibile raccontarlo ha certamente qualcosa di magico, ed il sapore del predestinato. Per quanto il cantante statunitense abbia già dato vita a progetti paralleli, primo tra i quali la band Decarlo fondata con il figlio nel 2012, “Dancing In The Moonlight” rappresenta il primo vero debutto che vede Tommy nelle vesti di artista solista, supportato per l’occasione da Alessandro Del Vecchio (basso, tastiere e produzione), Nicholas Papapicco (batteria) e ben tre musicisti che si alternano alla chitarra: su “Dancing In The Moonlight” suonano infatti gli americani David Julian ed August Zadra, nonché il danese Martin Jepsen Andersen. Rispetto a quanto proposto con il figlio, questo debutto si propone – almeno nelle intenzioni di Frontiers – di suonare più live e diretto (“No Surrender”), rifacendosi in modo più immediato all’AOR degli anni ottanta/novanta senza peraltro rifuggere dagli inevitabili confronti con quanto realizzato con i Boston: al contrario, “Third Stage” (1986) e “Walk On” (1994) vengono espressamente citati per definire ancora meglio le coordinate ed il periodo storico che queste dodici nuove tracce intendono far rivivere in tutto il loro nostalgico ed immutato splendore.

Forse proprio a causa della provenienza “dal basso” di DeCarlo, l’interprete americano non possiede un’impronta stilisticamente straripante: anche se questo rappresenta a tutti gli effetti il primo disco solista, “Dancing In The Moonlight” possiede fortunatamente un approccio più elegante e corale, proprio come nelle intenzioni di Serafino Perugino (A&R di Frontiers), con brani di facile ascolto che non paiono assolvere al solo scopo di presentare un artista che di presentazioni, neanche a dirlo, non ha certo bisogno. Al contrario, gli esempi più ricorrenti (da “Change Our Fate” a “Life Is Just A Game”) sono quelli di un rock adulto e radiofonico, positivo e trascinante (“Home To You”), la cui natura a stelle e strisce è rispettata nonostante la forte presenza italiana nel progetto: da questo punto di vista il disco può legittimamente essere accolto come un progetto direttamente ascrivibile allo stesso DeCarlo, ed il lavoro svolto per produrre del buon materiale tagliato perfettamente su misura merita un elogio per nulla scontato. Quello che si guadagna in termini di autenticità dell’operazione lo si perde, e ci sta, in termini di originalità: per quanto l’album possegga un proprio carattere ed una propria eleganza (al punto che anche un’edizione in vinile, da gustare ritualmente, non avrebbe sfigurato), il genere proposto non è quello delle hit capaci di mordere e stordire al primo colpo, bensì di canzoni in grado di susseguirsi con fluidità (“Beyond Forever”), delicate e ben congegnate (“In The Hands Of Fate”), in grado di impressionare oltre i propri meriti intrinseci anche grazie ad una produzione ottima che mette tutto al suo posto, proprio come piace al campione demografico maniaco del controllo più interessato a questo stile adult-oriented.

Di “Dancing In The Moonlight” si apprezza soprattutto il piacevole equilibrio tra tutte le sue componenti (“This Road Will Lead To You”), con un’esecuzione strumentale non particolarmente ispirata ed un Tommy DeCarlo non certo sottotono ma disposto a farsi parte dell’ingranaggio per vederlo funzionare – e suonare – al meglio delle sue possibilità. Ed il risultato appare pienamente raggiunto, perché questo “debutto” suona sempre sicuro e rassicurante, più interessato alla rappresentazione migliore possibile della propria musica che all’esaltazione del suo principale interprete, a testimonianza di un atteggiamento intelligente, sensato e davvero maturo che non può non lasciare un’impressione positiva. E se anche questo non è un disco di singoli da classifica o voli pindarici, la mano sicura con la quale ci invita a seguire i suoi passi lungo questi cinquanta minuti è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno per ritrovare un momento di quiete, un angolo di comfort senza colpa ed un assaggio di ritrovata certezza. E insomma, buon Anno.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Dancing In The Moonlight 02. Change Our Fate 03. Beyond Forever 04. Life Is Just A Game 05. No Surrender 06. The Game Is On 07. This Road Will Lead To You 08. In The Hands Of Fate 09. Find The Love 10. Home To You 11. Spread Your Wings And Fly 12. You And Me
Sito Web: facebook.com/DECARLOROCKS

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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