The Winery Dogs – Recensione: Dog Years: Live In Santiago & Beyond 2013-2016

Lontani ormai anni luce dal concetto di semplice supergruppo, i The Winery Dogs sanciscono a tutti gli effetti il loro essere una band fatta e compiuta, e lo fanno con questo doppio live CD, il secondo live pubblicato dalla band fino ad ora, registrato non a caso in Sudamerica, dove sicuramente il pubblico sa mostrare un calore che non è prerogativa di tutti i Paesi. “Dog Years: Live In Santiago & Beyond” si presenta inoltre sotto un ricco formato, che comprende anche il video dell’intero concerto e un interessante EP di cinque brani, che per ora è l’unica traccia di un’attività in studio della band.
La forza trainante dei The Winery Dogs è la perfetta sinergia che si è riuscita a creare fra tre musicisti dal passato comunque diverso, che hanno saputo unire al meglio le loro capacità senza che qualcuno prevallga sugli altri. A Billy Sheehan e Mike Portnoy viene concesso del tempo extra per un assolo ciascuno, e tutti e tre, Richie Kotzen compreso, sanno alla perfezione quando è il loro momento di mettersi in evidenza e quando invece farsi da parte. La setlist è ripartita equamente tra i brani di “Hot Streak“, ad esempio con “Oblivion”, “Captain Love”, “Empire” e “Fire”, e quelli dell’omonimo disco d’esordio, con “I’m No Angel”, “Desire” e “Regret”. Insomma, una carrellata il più possibile completa di quanto realizzato fino adesso da questo trio eccezionale, che non fa altro che confermare quanto già sappiamo di loro; i The Winery Dogs sono una realtà ormai consolidata e raccoglie alcune tra le eccellenze della scena attuale, tre musicisti che è impossibile racchiudere in sterili etichette riferite ai generi che suonano e che bisogna lasciare liberi di esprimersi in tutto il loro valore.
Passando all’EP di inediti, troviamo anche in questo caso elementi di tutto interesse. Il brano di apertura, “Criminal“, ha un’ispirazione che rimanda al funky, mentre “The Game” appare più ispirata al progressive rock. “Solid Ground” è invece una ballata acustica intimista, che precede due cover niente affatto scontate, quella di “Love Is Alive” di Gary Wright e il classico di David Bowie, “Moonage Daydream“.
Un lavoro interesssante per chi conosce già la band e per chi apprezza le registrazioni dal vivo, oltre che un modo per tirare le somme su quanto fatto dai The Winery Dogs fino adesso, con la speranza di avere a breve nuovo materiale inedito su cui entusiasmarsi.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Loud & Proud Records

Anno: 2017

Tracklist: Live In Santiago:

01. Oblivion

02. Captain Love

03. We Are One

04. Hot Streak

05. How Long

06. Time Machine

07. Empire

08. Fire

09. Think It Over

10. Mike Portnoy Drum Solo

11. The Other Side

12. Billy Sheehan Bass Solo

13. Ghost Town

14. I’m No Angel

15. Elevate

16. Regret

17. Desire

“Dog Years” EP:

01. Criminal

02. The Game

03. Solid Ground

04. Love Is Alive

05. Moonage Daydream
Sito Web: https://www.facebook.com/TheWineryDogs/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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