The Unguided – Recensione: Lust And Loathing

Nati da una costola dei Sonic Syndicate, giungono alla loro terza prova sulla lunga distanza gli svedesi The Unguided, realtà molto interessante nel panorama metal odierno. Lungo le nove tracce che compongono questo “Lust And Loathing” la band continua a proporre un Melodic Death Metal accentuando ulteriormente rispetto alla prova precedente sia l’aspetto più melodico dei brani che quello più aggressivo, in una miscela originale e dal sicuro impatto emotivo.

Basta ascoltare i primi due brani del disco per rendersi conto dell’enorme potenziale della band: “Enraged” è supportato da un riff roccioso, un tappeto di synth e tastiere, e il cantato pulito di Roland Johansson sfocia in un ritornello melodico e dalla immediata presa. Si rallenta nella sezione centrale ma è solo un attimo prima che la tensione emozionale accumulata torni a esplodere nel cantato scream di Richard Sjunnesson e ancora nel ritornello. Un piano ci introduce in “The Worst Day (Revisited)” per lasciare subito spazio a un brano veloce, aggressivo, carico di rabbia che trova nell’impeccabile prova di Sjunnesson la giusta valvola di sfogo.

Se volessimo trovare un paragone non potremmo non citare i padrini In Flames e il loro splendido disco “Reroute To Remains”, sebbene i The Unguided facciamo un uso più spregiudicato delle tastiere e di melodie più catchy e amino giocare con i contrasti tra chiari (cantato pulito-tastiere) e scuri (cantato death-chitarre). Questa dicotomia tra le due anime del gruppo caratterizza i 41 minuti di “Lust And Loathing” grazie anche a brani impeccabili dotati di un songwriting ispirato e suonati in maniera superba. “Heartseeker” potrebbe essere la ballad del disco visto il mood dell’intro pianistico e del ritornello ma un riff sincopato e dissonante di chiara matrice Metalcore ci condurrà verso lidi più estremi. “Phobos Grip” è l’episodio più estremo e aggressivo dell’intero disco senza perdere mai in termini di melodia, mentre “Black Eyed Angel” è intriso di un’atmosfera più decadente e oscura. “Operation E.A.E.” è giocata molto sulle tastiere che creano un atmosfera marziale e sognante mentre “Boneyard” e “Hate (and Other Triumphs)” chiudono in crescendo il disco, confermando quanto di buon fin qui ascoltato e scritto.

In questi primi mesi del nuovo anno i The Unguided mettono a referto un disco dall’indubbio valore che saprà far breccia nella vostra playlist grazie a una proposta fresca, originale e capace di coniugare lo spirito e la rabbia della musica estrema con visioni decadenti e melodiche. Un connubio che siamo certi non riuscirete a non amare.

The Unguided Lust And Loathing

Voto recensore
7
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2016

Tracklist: 1. Enraged 2. The Worst Day (Revisited) 3. King Of Clubs 4. Heartseeker 5. Phobos Grip 6. Black Eyed Angel 7. Operation E.A.E. 8. Boneyard 9. Hate (and Other Triumphs)
Sito Web: http://the-unguided.com/2016

Pasquale Gennarelli

view all posts

"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login