Griffin – Recensione: The Ultimate Demise

Quante volte abbiamo sognato di essere protagonisti del film di Robert Zemeckis, “Ritorno al futuro”, di salire sulla macchina del tempo e tornare indietro in un periodo che ci è stato particolarmente a cuore? Chi di noi non ha desiderato rivivere gli anni ’80, quando l’heavy metal spopolava e si scuoteva tutti la testa in un headbanging furioso, all’ascolto di riffoni taglienti? Con il quinto album in studio dei Griffin tutto ciò è davvero possibile. Allacciate le cinture, premete il tasto play e vi ritroverete catapultati negli anni ’80, grazie ad una manciata di canzoni che sembrano uscite direttamente da un disco dei Maiden o dei primi Helloween. I cinque ragazzotti norvegesi propongono un power-heavy roccioso, tirato e senza fronzoli, suonato con l’antica intenzione, ma impreziosito da un sound che di vecchio e stantio non ha proprio nulla. La produzione di Andy La Roque spinge al massimo i 35 minuti scarsi di ‘The Ultimate Demise’, mentre la voce del nuovo singer Rolf Bakken non impressiona per personalità, anche se risulta incisiva. Che dire di più? Pezzi come ‘Crown Of Thorns’ e ‘Angel’ si lasciano ascoltare e rimandano alla mente band come Metal Church e Sinner, anche se la pecca di ‘The Ultimate Demise’ è di non uscire mai dai binari tracciati dal genere ed alla fine l’album rischia di stancare in fretta, perché le canzoni si assomigliano un po’ tutte. Un disco senza sorprese, a tratti ripetitivo, ma onesto e suonato con il cuore. I Griffin non sono mostri di tecnica, ma puntano tutto sull’adrenalina, sulla velocità ed il groove dei loro pezzi. Se amate alla follia queste sonorità ascolterete ‘The Ultimate Demise’ con la carica dei tempi andati, tutti gli altri potrebbero trovarlo noioso ed anacronistico.

Voto recensore
6
Etichetta: Burning Star Records/ Masterpiece

Anno: 2007

Tracklist:

01. Intro
02. The Ultimate Demise
03. Down On You
04. Legends Live Forever
05. Crown Of Thorns
06. Losing Control
07. Angel
08. Pretty Hate Machine
09. Restless Dreams
10. Ain’t Hard To Die
11. Here Comes The Pain
12. Outro


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