Dark Age – Recensione: The Silent Repubblic

Per la band tedesca si tratta del terzo album, ma dubito che in Italia il nome Dark Age sia conosciuto da molti metallari. Il genere proposto si attesta su un death metal melodico stilisticamente vicino a quanto proposto in questi ultimi anni dalle band svedesi. In più osservo un accenno nemmeno tanto velato a certe influenze ai limiti del rock (‘Know Me Strong’), soprattutto per le forti dosi di melodia inserite e la voce pulita che infervora molti cori (a differenza del cantante che offre un growl style privo di spunti personali). Ottima, oscura e sofferente è poi la cover degli AC-DC ‘Hells Bells’. Certamente il CD fa registrare momenti meno interessanti (l’opener ‘The Silent Republic’ è forse la canzone più insignificante del platter) ed altri sicuramente coinvolgenti (come la ritmatissima ‘Suicide Crew’). I testi, a mio avviso, sono incentrati sulle solite solfe esistenziali-pessimiste. Nel complesso la proposta dei Dark Age potrà risultare abbastanza vincente su un ristretto numero di death metallers dal cuore tenero e poco più.

Voto recensore
5
Etichetta: Remedy

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Introduction / The Silent Rupublic / Daily Combat / Know Me Strong / Suicide Crew / Cut The Flesh / Return / Last Words / Now Or Never / We Who Suffer / Hells Bells


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