The Rumjacks – Recensione: Hestia

In un periodo in cui gli impianti dei locali sono tristemente ancora spenti, ci pensano i The Rumjacks a far “rumore” e a portare dentro alle mura domestiche quel clima festoso e di spensieratezza che, siamo certi, prima o poi arriverà. Degni eredi dei Dropkick Murphy’s, sempre allegri e ritmati e con una gran voglia di coinvolgere e far ballare, i Rumjacks non si fanno fermare dal clima attuale e pubblicano “Hestia”, con la copertina un po’ Millecolin dei bei tempi, quinto album della loro carriera, che giusto per toccarci un po’ nell’orgoglio è stato composto e registrato a Milano, e primo con il nuovo frontman e songwriter Mike Rivkees.

La tracklist, composta da ben quattordici pezzi, è un viaggio ritmato e senza sosta che ha il potere di catturare l’ascoltatore fin dalle prime note, trasportandolo letteralmente altrove, possibilmente in compagnia di una bella pinta. Se con album piuttosto fitti ogni tanto si fanno pause o si perde il filo, ciò non accade con “Hestia” che, al contrario, è così ben composto e prodotto che dopo il primo ascolto non si può più farne a meno.

Per anticipare l’uscita di questa quinta “fatica” i ragazzi ci hanno fin da subito tentato con l’omonimo singolo “Hestia”, super trasmesso dalle radio di genere, all’inizio un po’ ballad, successivamente un po’ Bad Religion e con così tanti riferimenti al suo interno che è impossibile non esserne travolti, contagiati e smossi. La ricetta è fin da subito vincente, la melodia nella sua semplicità è piuttosto carismatica e Mr. Rivkees passa a pieni voti l’esame, facendoci sperare di sentirlo prestissimo dal vivo.

Di recente uscita anche “Light In My Shadow”, brano più tradizionale, ma che rimane coerente con la produzione, senza perderne di qualità. Potrei dilungarmi descrivendovi “Naysayers”, “Rhythm of Her Name”, “Wonderlust”, ma la verità è che ogni singolo pezzo è una piccola perla in un mare di ottima musica. “Hestia” è tutto ciò che gli amanti del genere, fan dei Rumjacks ed orfani dei Dropkick Muprhy’s, ormai quasi al capolinea, aspettavano. Una ventata di buon umore, un album da ascoltare ovunque e che è una piccola ma importante luce in un anno silenzioso.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Abc Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Naysayers 02. Bullhead 03. Hestia 04. Through These Iron Sights 05. Sainted Milions 06. Tell Me What Happened 07. Rhythm Of Her Name 08. Golden Death 09. Lizzie Borden 10. Light In My Shadow 11. Wonderlust 12. Athens To The North 13. Motion 14. Goodnight, Make Mends
Sito Web: https://therumjacks.com

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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