The Rasmus – Recensione: Rise

I The Rasmus si può proprio dire che ne abbiano fatta di strada in quasi trent’anni di carriera e dall’uscita del primo lavoro, “Peep”, del 1996. In Finlandia hanno ormai raggiunto lo status di celebrità, mentre da noi verranno sempre ricordati principalmente per il singolo, tormentone “In The Shadows”, tratto dal bellissimo album “Dead Letters” del 2003 che, grazie al passaggio in heavy rotation su Mtv, li ha fatti scoprire a moltissime persone. Da allora hanno rafforzato sempre di più il loro status, mantenendo vivo l’interesse dei loro sostenitori con nuovi album fino all’uscita di questo “Rise”, il decimo lavoro in studio, che vede la collaborazione con il noto scrittore/produttore Desmon Child, famoso per aver lavorato con i Bon Jovi, Aerosmith e molti altri.  Ovviamente l’innesto della nuova chitarrista Emilia “Empuu” Suhonen ha portato una ventata di novità all’interno della band, e la partecipazione allo scorso Eurovision è stata una vetrina molto importante e un banco di prova per la nuova arrivata, che ha preso parte attiva alla composizione dei nuovi pezzi, anche se sono stati comunque utilizzati dei brani a cui aveva lavorato l’ex chitarrista Pauli Rantasalmi.

Musicalmente parlando, “Rise” è un album di alternative rock molto influenzato dal pop e dalle belle melodie, ma stravagante ed eclettico per molti aspetti, risultando non scontato e banale. Sicuramente la mancanza di composizioni più rocciose e dall’animo gothic rock degli inizi farà storcere il naso ai vari puristi, ma l’indubbia capacità di comporre canzoni altamente orecchiabili e memorizzabili va assolutamente riconosciuta alla formazione capitanata da Lauri Ylönen. Si parte con la anthemica “Live And Never Die”, inno positivo e orecchiabile, a cui segue la titletrack, che alza il tiro con il suo rock energico arricchito da parti orchestrali e che tratta un argomento molto importante come la lotta contro la depressione, che tocca da vicino anche il leader della band.

Con “Fireflies” si abbracciano sonorità più vicine all’elettronica, ma il pezzo ha un groove molto coinvolgente e insolito che rende il brano quello più particolare del lotto, mentre “Be Somebody” è caratterizzata da un mood più cupo e drammatico che si esplicita anche nei suoni “dark” e rifiniti. “Odyssey” è melodica e delicata come una carezza, mentre della successiva “Jezebel” conosciamo bene il grande appeal commerciale grazie a un ritornello davvero ficcante e altamente memorizzabile. Il brano parla di una ragazza che si sente uno spirito libero e che prende tutto quello che vuole senza chiedere. Composta dal co-autore Desmond Child, la canzone  vuole essere un omaggio alle donne forti di oggi che possiedono i loro corpi e che sono responsabili della loro sensualità.

Endless Horizon” è una ballad malinconica in cui spicca la prestazione di Lauri che sa destreggiarsi molto bene tra le parti più intimiste e quelle in cui la voce, accompagnata dalla musica, diventa sontuosa e molto emozionante, mentre “Clouds” non convince pienamente risultando troppo mielosa e del tutto trascurabile. Fortunatamente con la successiva “Written In Blood” si ritorna sulla carreggiata giusta e su sonorità più robuste e prettamente rock. Alla più drammatica e “oscura” “Evil” spetta la chiusura di questo “Rise”, un album che rappresenta la giusta evoluzione di una band che è sempre stata fedele a se stessa e che nel gusto per le belle melodie ha da sempre trovato il suo maggiore punto di forza.

Etichetta: Playground Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Live And Never Die 02. Rise 03. Fireflies 04. Be Somebody 05. Odyssey 06. Jezebel 07. Endless Horizon 08. Clouds 09. Written In Blood 10. Evil
Sito Web: http://therasmus.com

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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