Nostradameus – Recensione: The Prophet Of Evil

Crediamo che alla fine le prese in giro siano da osservare con curiosità. Innanzitutto, nelle medesime parole della band, Nostradameus nasce come progetto per divertirsi. Il loro debutto è stato accolto in pieno “flood” power metal con la trepidazione con la quale si attende di entrare dal dentista. Ora rinnovano le proposte: un concept sull’eterna battaglia fra il bene ed il male. Ottimo. Davvero. Così come è ottima la plastica. Doppie casse e cori che faranno felici tutti i defender dell’ultima ora e gli sparuti estimatori dell’Heidi Metal. Addirittura le costruzioni melodiche più vicine ai Rhapsody che sia mai capitato di sentire, mentre questo protagonista di clichès si avventura per strappare dalle mani di Hister, il Profeta Del Male, il regno nel quale vive. Produzione semi stellare, niente che non sia riconducibile a qualcos’altro, insomma, un bel piatto preconfezionato e riscaldato. Uscito con cinque anni di ritardo, ma i defender si attaccheranno come mosche al fatto che questo disco è stato concepito da una band che vuole soltanto divertirsi. Bene, lo facciano pure, e ci mancherebbe, magari in una cantina, dove il suono non potrà assalire le nostre annoiatissime orecchie. Non si tratta di darsi un tono, non si tratta di voler stigmatizzare un genere che oggi come oggi è alla frutta (gli opinion leader del power hanno cambiato coordinate definitivamente, ma pare che gli epigoni stentino a rendersene conto), ma si tratta di prendere atto che un disco come questo o è una presa in giro o è una assoluta schifezza formalmente vestita a festa, anche troppo. Non è più tempo di profeti. Decisamente. Tanto meno di Power Speed scolastico.

Voto recensore
2
Etichetta: AFM / Audioglobe

Anno: 2001

Tracklist: Tracklist: The Prophet Of Evil / Hymn To These Lands / Evil Prophecies / Murder / Requiem / In Prison / The Escape / The Power’s In Your Hands / Gathering Resistance / The Final Battle / Scream Of Anger (bonus track)

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