Agents Of Mercy – Recensione: The Power Of Two

Come ottimizzare in maniera naturale i costi di un tour: Karmakanic e Agents Of Mercy sono due dei progetti paralleli partoriti dalle fervide menti dei Flower Kings, e hanno calcato assieme i palchi per dei concerti all’insegna di quel prog romantico che caratterizza le loro proposte musicali. Ecco che a quel punto il passo che portava le due “band” a suonare assieme era decisamente breve, dati i settori di intersezione. E così ha preso vita pure questo live album, registrato negli Stati Uniti e che mette insieme Göran Edman, Nad Sylvan, Roine Stolt, Lalle Larsson, Jonas Reingold e Nick D’Virgilio. E’ il caso di dire che l’unione ha fatto la forza, dato che siamo di fronte ad un lavoro dall’intenso impatto emotivo, che una volta tanto ci consente di respirare qualcosa di realmente diverso da quanto proposto in studio.

Un concerto che recupera il senso della magia propria dei live album degli anni Settanta, puntando piu’ su atmosfere e sensazioni che sul tecnicismo esasperato. Anche se ciò non significa che non emergano, qua e là, autentici pezzi di bravura, ma quando accade sono il naturale sviluppo di una trance da ispirazione: si senta la fenomenale linea di basso all’inizio di “Where Earth Meets The Sky” o, soprattutto, la straordinaria abilità alle tastiere dimostrata da Lalle Larson lungo tutto il corso dell’album e in particolare nello splendido assolo, ricco di gusto ed immaginazione musicale. Struggente “Eternally”, ma lungo tutto “The Power Of Two” pare di essere magicamente sospesi in un mondo a metà tra realtà e finzione, uno stato di ipnosi spezzato dagli intermezzi parlati che rivelano tutta l’umanità della/delle band.

Per chiudere con un’ulteriore nota di naturale economia, l’artwork – questo a dir la verità non entusiasmante – è a firma di Roine Stolt.

Voto recensore
8
Etichetta: InsideOut / Audioglobe

Anno: 2010

Tracklist:

01. The Fading Ghosts Of Twilight
02. Heroes & Beacons
03. Jesus On The Barricades
04. Where Earth Meets The Sky
05. Do You Tango?
06. Lalles Solo
07. Eternally
08. Afterglow


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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