Voyager – Recensione: The Meaning Of I

Non può essere sempre un capolavoro. I Voyager, dopo l’ottimo “I Am The Revolution” tornano alla ribalta con il quarto disco della loro carriera. “The Meaning Of I” conferma l’originalità della proposta della band australiana, che miscela sapientemente un heavy metal melodico ad inserti sinfonici, pesanti influenze elettroniche e ritmiche progressive. Il risultato finale è di spessore, ma nella dozzina di canzoni che vanno a comporre il platter il cerchio non si chiude perfettamente ed alcuni momenti risultano fin troppo stucchevoli.

I Voyager sono bravi e lo sanno. E’ questo forse il maggior difetto della band australiana, che, come Narciso, si specchia nelle propria tecnica strumentale e vuole farci credere che ogni passaggio, ogni melodia proposta, sia un preziosissimo diamante, quando in realtà si tratta di un volgare fondo di bottiglia. Intendiamoci, “The Meaning Of I” è un album davvero interessante, coinvolgente, capace di adottare soluzioni vocali accattivanti e versatili, unitamente ad arrangiamenti ricercati, buoni per tutti i gusti. Lo si capisce al primo ascolto dell’opener “Momentary Relapse Of Pain”, ipnotica nell’incedere ritmico e moderna nei synth quasi da disco-music o nella splendida, conclusiva, “Are You Shaded”, robotica e glaciale, con il suo ritornello ultracatchy. L’alchimia è quella giusta e, soprattutto nei passaggi di batteria di Mark Boeijen, l’adrenalina scorre a fiumi e si viene inevitabilmente catturati dai gustosi refrain, come nella powereggiante “Broken”. Da segnalare il sentito riconoscimento a Peter Steeel, che viene omaggiato nella emozionante “Iron Dream”.

“The Meaning Of I” è un album a tratti sorprendente, in linea comunque con gli ultimi lavori targati Voyager. Chi si avvicina per la prima volta alla band australiana resterà imprigionato in questa ragnatela musicale, grazie ad una formula compositiva che può accontentare una frangia eterogenea di ascoltatori. Chi invece li conosce già non griderà al miracolo, ma potrà aggiungere senza remore alla propria collezione il nuovo disco.

Voto recensore
7
Etichetta: Sensory / Andromeda

Anno: 2011

Tracklist:

1. Momentary Relapse of Pain 04:02

2. Stare Into the Night 04:22

3. Seize the Day 04:51

4. Broken 04:47

5. The Pensive Disarray 05:56

6. He Will Remain 02:46

7. The Meaning of I 04:19

8. Iron Dream (In Memoriam: Peter Steele) 04:06

9. Feuer Meiner Zeit 00:43

10. Fire of the Times 04:48

11. She Takes Me (Into the Morning Light) 04:05

12. It’s Time to Know 02:19

13. Are You Shaded? 05:29


0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi