Ken Hensley – Recensione: The Last Dance

L’ultima danza di Ken Hensley (se non sapete di chi si tratta, fate una veloce ricerca su Internet e rimediate con decorrenza immediata) è espressione di un artista di lungo corso che sembra mettere davanti a tutto la voglia di comunicare schiettamente con il pubblico, a partire dagli accordi delle canzoni riportati sul booklet. Niente effetti speciali, avanti tutta con la musica e con lo spirito dell’hard settantiano carico di gusto melodico, hammond B3 e pure qualche sapiente intervento blues di chitarra dobro. Gli ingredienti della ricetta Uriah Heep saltano fuori in maniera evidente in un numero -purtroppo?- limitato di tracce (nel dettaglio: i cori plananti alla fine di ‘The Voice Of Love’, la carica pomp delle tastiere di ‘Give ’em What They Want’), mentre altrove fa capolino anche qualche alleggerimento pop-rock non del tutto vincente. Nel complesso prevale però la vibrante onestà del vecchio leone che sa ancora come costruire con passione artigianale partiture toccanti, con la conclusiva title track, una magica power ballad ‘progressiva’, che riesce a mescolare la riflessiva magniloquenza dei Pink Floyd con la carica ‘dura’ degli Heep.

Un finale magistrale che dona significato all’intero album.

Voto recensore
6
Etichetta: Sacramento / Frontiers

Anno: 2003

Tracklist: 01.Crying
02.Letting Go
03.Give Me A Reason
04.Second Chance (A New Beginning)
05.I Know Who You Are
06.The Voice Of Love
07.Give 'em What They Want
08.Who Knows
09.Dancing
10.Did You Know
11.The Last Dance (El Gitano Vejo)

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